Tempo fa, una mia studentessa scrisse una storia. Una ragazza poteva finalmente uscire col ragazzo che le piaceva da tempo, ma non si svegliò e arrivò tardi. M’infuriai, leggendola. Gli dissi: “Al tuo posto, mi sarei alzato all’alba. Anzi, non avrei dormito. Come ha fatto a non svegliarsi per l’appuntamento?” E la risposta? “Se mi sento amata, sto bene e dormo profondamente come non mai.” Stanotte ho dormito da dio.
I pensieri di aurora: L'aneddoto della studentessa è di una dolcezza infinita. Ribalta l'idea del dovere ("devo restare sveglia per dimostrare che ci tengo") con quella del benessere ("dormo perché mi sento al sicuro"). Se Dong-man ha "dormito da Dio", significa che finalmente ha trovato un luogo o una persona che ha messo a tacere il suo sistema di allarme interno.
Sa, adoro le persone che hanno un talento per le parole. Mio fratello scriveva poesie. Per lui ci sono due tipi di scrittori. Chi ha letto il dizionario almeno una volta e chi no. Mio fratello l’ha letto tre volte. E poi ha creato un suo lessico. Adorava usare le parole per scoprire la verità.
Da che ho memoria, non ho mai visto le persone come tali, ma come masse, masse emotive. Come se non fossero di carne e ossa, ma frutto di un’emozione che non smette mai di accumularsi. Forse chiunque qui è definibile in base a un’emozione.
- Sono ansioso. Ma l’ansia non fa parte della natura umana? Esistiamo come singoli individui, siamo ansiosi per forza. La mia parola preferita è “serenità”. Calma e pace. Non l’ho mai provata, ma ho un’idea di come sia. È una sensazione molto forte di sicurezza e calore. Come mangiare mandarini a letto in inverno leggendo un fumetto, ma un milione di volte meglio. Parlo di continuo, vede? Sa perché? Quando sento arrivare un attacco d’ansia improvviso, inizio a parlare senza sosta per scacciarlo. Ho paura del silenzio. Temo sempre che la verità spunti dal silenzio. Così.
- Che tipo di verità?
- Se non parlo… può apparire un demone tipo gollum… che mi parla all’orecchio. “tu… non vali niente”.
- I penseri di aurora: Questa citazione spiega perfettamente perché Dong-man è così loquace. Il silenzio non è vuoto, è uno spazio dove la sua insicurezza prende forma e gli sussurra di non valere nulla. Parlare è il suo scudo, la sua "prova di esistenza". È commovente la sua onestà: "Se smetto di parlare, muoio".
Ho pensato che sarei morto, ma non riuscivo a muovere un dito. Sa come funziona. Per quanto uno si sforzi, non si muove. Quel bastardo mi ballava addosso e io stavo impazzendo. […] Mi sembrava di morire, ma lui continuava a bere. A un tratto, mi sono sentito tristissimo. “Ho già abbastanza nemici, mancava solo la paralisi del sonno.” Ma quella non la combatterò. Massacrami pure, paralisi del sonno. Non sto mica per morire.” Mi spiego? Ti sembra di morire, ma non muori davvero. “Avanti, paralisi del sonno. Hai vinto. Calpestami o soffocami pure. Fai quel che vuoi. Io penserò di essere a letto, in inverno, a mangiare mandarini.” E sono rimasto fermo. Ma la cosa strana… appena ho iniziato a ignorarla, la paralisi del sonno sembrava sparita. Avrei dovuto stare male, ma quando ho detto: “Avanti, hai vinto” e sono rimasto fermo, è come se avesse perso vigore e si fosse dileguata. Ho sentito di aver imparato qualcosa. Per certe cose vale la pena lottare, per altre no. E per la paralisi del sonno no ne valeva la pena. Non combatta ciò che la tormenta. E’ come la paralisi del sonno. Se la ignora, passerà. Le lasci fare il suo corso. Mi sento meglio, dopo aver parlato. Negli ultimi giorni è stata dura, ma ciò dimostra che parlare mi ricarica.
I pensieri di aurora: Questa è una lezione di vita potentissima. Spesso l'ansia si auto-alimenta perché cerchiamo di combatterla, rendendola ancora più reale. L'idea di "lasciarsi calpestare" dalla paralisi o dal dolore, accettandolo come qualcosa che non può ucciderti davvero, è la chiave per far sparire il mostro. "Per certe cose vale la pena lottare, per altre no". Smettere di combattere l'angoscia la priva del suo vigore.
Voglio vedere qualcuno… dall’altra parte del mondo… e sentire che esisto anche lì.
Se mentre scrivo mi commuovo succederà anche al pubblico. Se invece rido, riderà anche il pubblico. Se provo dolore, lo proverà anche il pubblico. Mettere insieme delle lettere non è scrivere. Dovete trasmettere un’emozione. Da piccoli, andavamo in giro così. Vi ricordate? Lo vedete fare a un adulto? Ci sono degli adulti così’ felici? No, neanche uno. Perciò vanno al cinema. Per provare qualcosa. Voglio commuoversi, piangere e sbellicarsi dal ridere. Vogliono sentirsi di nuovo vivi. Non limitatevi, dunque, a usare delle parole. Date il via alla storia. Tirate fuori le emozioni dalla gente. Aprite mille porte. E fatevi strada lì dentro.
Ho sempre faticato a gestire coloro che mi calpestano. Li evito o li affronto? Li ho sempre evitati. Ma stavolta li affronterò. Non ho mai pensato che lei fosse potente. Penso che sia un rompiscatole. Spero che non confonda le due cose. Inoltre, io sono una persona pacata, ma non una pusillanime. Spero non confonda anche questo. Non pensi che mi licenzi facendo una scenata. Non intendo andarmene.
Quello che mi fa più rabbia è che tu mi creda così infelice. Le cose mi vanno male, quindi dovrei tacere, essere infelice e stare al mio posto, vero? Vuoi sentire una cosa sconvolgente? Indovina un po’. Non sono affatto infelice come credete. Un rampollo di buona famiglia non riesce nemmeno a immaginare che si possa vivere in un seminterrato. Penserà che quella gente sia infelice. Col cazzo. Anche chi vive lì ride e si diverte. Non fingono. Non sono infelici davvero. Avrai pensato che dopo il debutto sarebbe stato uno sballo. Immaginavi un’altra vita, vero? E’ cambiato qualcosa? No, vero? E’ tutto uguale. Dopo 20 anni, 14 copioni e nessun debutto, sono esattamente come te. Sono infelice e felice proprio come te. In realtà, io potrei divertirmi molto più di te. Tutto questo per dire che non sei migliore di me, quindi smettila di tirartela. Inoltre, mi dici sempre di parlare meno, ma non lo farò mai. Solo scherzando mi sembra di esistere. Se smetto di parlare, muoio. La vita è una lunga storia, se finisce la storia, finisce la vita. Quindi non impedirmi di fare battute. Equivarrebbe a uccidermi. Anche se il mondo finisse domani, io continuerei a fare battute, l’unica prova della mia esistenza!I pensieri di aurora: Dong-man demolisce l'idea che chi non ha successo debba per forza essere infelice. Rivendica la sua capacità di ridere anche nel "seminterrato", ricordando a chi ce l'ha fatta che il successo non cambia la natura umana: la felicità e il dolore restano uguali per tutti.
- Occupazione?
- È un regista.
- E lei chi è?
- La sua produttrice.
I pensieri di aurora: Dopo essere stato deriso, ignorato e definito "disoccupato" o "incompetente", Eun-ah lo definisce ufficialmente "Regista" e si presenta come "La sua produttrice". È la convalida della sua identità davanti al mondo.
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