Benvenuti in Korea: Il relax made in Corea

Il nostro viaggio "benvenuti in corea", come promesso, continua! I coreani hanno la reputazione di lavorare per un numero esorbitante di ore, che si tratti di studiare fino a mezzanotte per entrare in un'università prestigiosa o di fare il massimo per scalare le gerarchie di una grande azienda. Tuttavia, tanto i coreani lavorano sodo, quanto si divertono intensamente.

Fino al 2004, la settimana lavorativa era di sei giorni, con un solo prezioso giorno libero per riposare, rilassarsi e recuperare le energie. Ora che per la maggior parte della popolazione i giorni liberi sono diventati due, troverete i coreani intenti a sfruttare al meglio il proprio tempo libero: giocando agli e-sports nei PC bang, scatenandosi sulle loro canzoni preferite nei noraebang o concedendosi un po' di shopping terapeutico.

E mentre molti scelgono di scalare alte vette o percorrere in bicicletta vasti tratti del Paese, altri trovano piacere nel mettersi comodi a guardare i principali eventi sportivi nel comfort di casa propria. I coreani sanno certamente come valorizzare al massimo il tempo dedicato al relax.

I festival coreani

La ricca storia e la vibrante cultura della Corea prendono vita in una miriade di festival celebrati durante tutto l'anno. Questi punti di riferimento culturali offrono ai coreani una gradita scusa per riunirsi e festeggiare. La Corea può anche essere nota per la sua etica del lavoro incessante, ma quando arrivano le vacanze, il desiderio di festeggiare prende il sopravvento. Di fatto, il lavoro viene ufficialmente sospeso in tutto il Paese in occasione delle festività pubbliche più amate.

L'evoluzione delle celebrazioni

In una società sempre più moderna, i festival sono fondamentali per preservare tradizioni che stanno scomparendo. Molte delle festività coreane onorano le radici agricole del Paese. Prima che l'industrializzazione innescasse il boom economico dopo la Guerra di Corea, il Paese versava in condizioni di estrema povertà. L'agricoltura era la principale fonte di sostentamento e gli eventi si concentravano sulla preghiera e sulla celebrazione di un raccolto fruttuoso. Sebbene molte persone non si identifichino in una religione, la Corea celebra anche una serie di festival religiosi, come il Compleanno di Buddha e il festival sciamanico della danza delle maschere di Andong (Andong Mask Dance Festival). Si tratta di eventi inclusivi a cui spesso partecipano anche i non religiosi.

Con l'arrivo delle influenze globali, nuovi festival sono entrati nel calendario (pur mantenendo la cultura coreana nel loro cuore pulsante). Nel Giorno dei Genitori (Parents’ Day) — una combinazione tra la Festa della Mamma e quella del Papà — i genitori ricevono dei garofani. Il Natale, invece, vede amici e coppie mangiare fuori piuttosto che famiglie banchettare in casa. Diversi altri festival culturali, come il Busan International Film Festival, sono nati dopo la democratizzazione degli anni '90. In definitiva, i festival coreani sono un mix vibrante di cerimonie tradizionali e contemporanee. Che siano originati all'estero o nati da usanze locali, celebrano i valori più cari al popolo coreano.

Dalle abbondanti celebrazioni per il raccolto autunnale alle gloriose esposizioni di lanterne, i festival più popolari della Corea uniscono il Paese nel celebrare la sua storia leggendaria.

Festival delle lanterne di Jinju

Le radici di questo spettacolare festival affondano nei secoli. Esso rende omaggio alle lanterne che furono utilizzate come parte di una strategia militare nella battaglia della fortezza di Jinjuseong durante la guerra Imjin (1592-1598). In quel periodo, le lanterne venivano fatte galleggiare sul fiume Nam per impedire alle truppe giapponesi di attraversarlo; oggi, ogni ottobre, le lanterne vengono nuovamente affidate alla corrente lungo il fiume nella città di Jinju. L'evento è accompagnato anche da spettacoli pirotecnici, giochi d'acqua e performance culturali.

Chuseok (Il Ringraziamento coreano)

Conosciuto anche come Hangawi, il Chuseok è una delle festività più importanti del Paese. Celebrato il quindicesimo giorno dell'ottavo mese del calendario lunare, questo evento di tre giorni vede le famiglie riunirsi per onorarsi a vicenda e commemorare i propri antenati attraverso le cerimonie jesa (chiamate charye durante il Chuseok e il Seollal, il Capodanno lunare). In questa occasione si celebra anche l'abbondanza del raccolto. Molte famiglie acquistano o preparano i songpyeon, speciali dolcetti di riso, da gustare per l'occasione.

Compleanno di Buddha

Conosciuto anche come il "Giorno in cui venne il Buddha", questo festival si osserva l'ottavo giorno del quarto mese del calendario lunare. In tutto il Paese si svolgono vari eventi, tra cui spettacoli di danza con maschere, parate e giochi tradizionali. Colorate lanterne di carta illuminate da candele vengono usate per decorare i vari templi; chi partecipa ai festeggiamenti può scrivere il proprio nome e un desiderio su un cartellino di carta da appendere alla base della lanterna.

Festival del fango di Boryeong

Questo festival estivo annuale, che attira il maggior numero di visitatori internazionali del Paese, è nato da una piccola promozione di marketing nel 1994. L'evento mirava a risollevare l'economia in difficoltà di Boryeong promuovendo il fango ricco di minerali — proveniente dalla spiaggia di Daecheon della città — come prodotto cosmetico. Il suo inaspettato successo ha dato il via a questo festival scatenato, che include di tutto: dai massaggi con il fango a movimentate attività di lancio del fango.

Seollal (Capodanno lunare)

Per dare il benvenuto al nuovo anno secondo il calendario lunare (basato sulle fasi della luna), il Seollal vede le famiglie allargate riunirsi per condividere cibo delizioso, come una ciotola di tteokguk (che simboleggia i nuovi inizi), dedicarsi a giochi tradizionali e tramandare i riti ancestrali (charye) attorno a una tavola jesa. Le persone indossano l’hanbok, l'abito tradizionale coreano, e i membri più giovani della famiglia eseguono spesso un rito di inchino (noto come saebae) per mostrare rispetto verso i propri anziani. Gli anziani, a loro volta, condividono parole di saggezza per l'anno a venire e consegnano del denaro come augurio di buona sorte e fortuna.

Shopping terapeutico

Per un Paese così attento alle tendenze, non sorprende che lo shopping sia un passatempo nazionale, che si tratti di curiosare tra i negozi per testare gli ultimi prodotti o di darsi alle spese folli online durante il fine settimana.

La Corea ha fatta molta strada dai tempi degli umili venditori ambulanti del mercato. Il progresso nel settore della vendita al dettaglio continua a ritmi serrati, con una proliferazione di centri commerciali sfarzosi che competono con gli store online.

L'amore per il nuovo

La cultura dello "shopping fino allo sfinimento" è relativamente nuova in Corea. Fu solo alla fine del XVIII secolo che le persone iniziarono ad allestire i propri banchi nei oiljang (mercati che si tengono ogni cinque giorni). Con il miglioramento del tenore di vita e l'aumento del reddito disponibile nel corso degli anni '70 e '80, la moda è passata in primo piano. Il desiderio di possedere gli ultimi capi d'abbigliamento e gadget tecnologici si è radicato nel tessuto di una società sempre più capitalista, dando vita a un iper-consumismo supportato da grandi centri commerciali sorti rapidamente per soddisfare la crescente domanda.

Oggi, il numero di carte di credito per nucleo familiare in Corea è tra i più alti al mondo, a testimonianza di quanto amino spendere. Ai centri commerciali urbani si sono aggiunti anche gli outlet rurali, poiché lo spazio per i grandi complessi è limitato nelle dense città coreane.

Gratificazione istantanea

Tuttavia, i negozi online innovativi minacciano ora i centri commerciali fisici, puntando tutto sulla richiesta di velocità. I consumatori cercano la scarica di endorfine nel vedere l'ultimo prodotto in casa propria nel giro di poche ore, senza dover uscire di casa. Alcuni negozi all'avanguardia garantiscono persino che le consegne vengano ricevute prima delle 7 del mattino del giorno successivo.

Sorprendentemente, per una società che venera il nuovo, l'atteggiamento verso l'usato sta cambiando, grazie in parte a siti online come Danggeun Market. Questa popolare piattaforma per l'acquisto e la vendita di beni usati rappresenta una svolta per il settore retail, incoraggiando i consumatori a smettere di inseguire ossessivamente "l'ultima novità".

Lo sapevi? Prodotti coreani

  1. Cosmetici Catene di enorme successo come Amorepacific offrono creme miracolose e maschere viso idratanti.
  2. Elettronica I gadget vengono acquistati principalmente online, sebbene i due centri commerciali Techno Mart di Seoul continuino a registrare ottimi affari.
  3. Tessuti Molti mercati ospitano negozi che realizzano su misura i variopinti hanbok (gli abiti tradizionali coreani).
  4. Articoli in bambù Oltre ai cesti intrecciati, alcuni negozi vendono cuscini di bambù da abbracciare chiamati "mogli di bambù".
  5. Ceramica Repliche di capolavori in celadon sono in vendita presso il Villaggio della Ceramica di Icheon e nei negozi per turisti.
  6. Maschere Espressive maschere di legno vengono utilizzate nelle danze tradizionali, alcune delle quali vengono ancora messe in scena ad Andong.

La vita all'aria aperta

Nonostante la rapida urbanizzazione del Paese, i coreani mantengono un legame profondo con la natura. Fuggire all'aperto non serve solo a fare esercizio fisico, ma rappresenta un vero balsamo rigenerante per l'anima.

Già prima che la settimana lavorativa di sei giorni venisse ridotta a cinque nel 2004, i coreani trovavano il tempo per connettersi con il mondo oltre le proprie mura. Con migliaia di sentieri escursionistici e 22 parchi nazionali, la Corea offre infinite opzioni per godersi il mondo naturale.

Sulla terraferma

Dato che il 70% della Corea è montuoso, non sorprende che l'escursionismo sia il passatempo preferito. Gli abitanti delle città possono raggiungere molti sentieri in metropolitana e le vette sono spesso affollate ogni fine settimana. I percorsi variano da quelli più rilassanti, come il Jeju Olle Trail che segue la costa dell'isola di Jeju, a quelli più faticosi, come la scalata del picco Jaunbong sul monte Dobongsan, che comporta un dislivello di 645 metri.

L'escursionismo sarà anche l'attività più diffusa in Corea, ma abbondano anche le opportunità per il ciclismo, con biciclette da corsa all'avanguardia che sfrecciano lungo i sentieri fluviali della nazione. La rete Cross-Country Cycling Road, considerata da molti il punto di riferimento per i percorsi ciclistici coreani, comprende sentieri a lunga percorrenza; i ciclisti più esperti affrontano la rotta tra Seoul e Busan. I ciclisti occasionali si vedono spesso su biciclette a noleggio in città, mentre i rail bike (carrelli a pedali che scorrono su binari ferroviari in disuso) sono molto popolari in località come Uiwang.

In acqua

Sebbene la Corea sia una penisola con migliaia di isole, relativamente pochi cittadini sono nuotatori esperti. Ciò potrebbe essere dovuto alla scarsità di strutture per l'apprendimento, dato che solo l'1% delle scuole ha accesso a una piscina. I coreani restano comunque molto attratti dal mare e sfruttano al meglio la breve stagione balneare, che tende a durare dai primi di luglio alla fine di agosto, dopo di che la maggior parte delle strutture chiude con il mutare del tempo.

Il surf è diventato una sottocultura in piena espansione e ha trasformato alcuni tranquilli villaggi di pescatori in vivaci centri di attività giovanile. Mentre alcuni surfisti cercano la competizione, altri apprezzano l'opportunità di rilassarsi con gli amici tra le onde. Sebbene le onde scarseggino durante i mesi più caldi, con l'arrivo dei tifoni all'inizio dell'autunno il moto ondoso aumenta e i surfisti visitano le popolari spiagge vicino a Busan o Yangyang, sulla costa orientale.

Più verso l'interno, i fiumi coreani sono spesso frequentati da sciatori d'acqua e amanti del rafting. Quando i gelidi venti siberiani ghiacciano i corsi d'acqua, contee come Hwacheon ospitano festival della pesca sul ghiaccio e i bambini si cimentano nel seolmae (lo slittino sul ghiaccio tradizionale) in luoghi come il Villaggio Folkloristico di Yongin. Qualunque sia il clima, il mondo naturale è parte integrante del tempo libero coreano e il paesaggio variegato rappresenta lo scenario perfetto per il relax della nazione.

Lo sapevi? Camping e glamping

I coreani amano i piaceri del campeggio, ma raramente si avventurano in zone selvagge. Preferiscono invece i campeggi attrezzati, che spesso registrano il tutto esaurito con mesi di anticipo. Per chi ama il glamping e non vuole rinunciare al comfort, prese di corrente, docce e aree cucina sono lo standard, insieme a una serie di lussi come falò e proiettori cinematografici.

Con le sue estati afose e gli inverni gelidi, le sue vaste catene montuose e le lunghe spiagge sabbiose, la Corea è il luogo ideale per le attività acquatiche, gli sport invernali più intrepidi e tutto ciò che vi sta nel mezzo.

Primavera

La primavera segna la riemersione dal freddo inverno, con le finestre che tornano a spalancarsi e l'inizio di una nuova stagione di attività. Molti accolgono con favore l'inizio della stagione della fioritura da aprile, quando la comparsa di rigogliosi boccioli attira folle entusiaste di ammirare forsie, azalee, magnolie e fiori di ciliegio. La ricerca delle fioriture può comportare un'impegnativa escursione verso una vetta scoscesa o semplicemente una visita a un parco cittadino. Tuttavia, le mattine di marzo e aprile possono essere ancora frizzanti, e il kkotsaemchuwi (le ondate di freddo di fine primavera) rende necessario un abbigliamento più pesante per passeggiate o trekking.

Estate

Le estati sono calde, umide e imprevedibili, con una quantità consistente di precipitazioni. I coreani sfidano le temperature estenuanti (che raggiungono il picco massimo tra luglio e agosto) visitando località costiere e isole, tra cui la popolarissima isola subtropicale di Jeju. Sulla costa occidentale, le famiglie scavano alla ricerca di creature marine nelle vaste distese fangose; a est, diverse grandi caverne offrono fresche pause dal relax in spiaggia. Un passatempo dell'entroterra durante i giorni di canicola consiste nel visitare le valli montane (gyegok), rinfrescate naturalmente da limpidi ruscelli. Alcune di queste valli ospitano ristoranti all'aperto disseminati lungo le sponde dei corsi d'acqua.

Autunno

Verso la fine di ottobre, gli aceri iniziano a tingersi di cremisi e le forti escursioni termiche tra la mattina e il pomeriggio determinano quali attività intraprendere e in quali orari. Le mattine frizzanti sono perfette per le maratone su strada e le gare di trail-running, come la "9 Peaks" che attraversa i fluttuanti prati di erba argentata delle Alpi di Yeongnam.

L'inizio dell'autunno è anche un ottimo periodo per le immersioni subacquee: molti visitano i centri sparsi lungo la costa orientale per godersi le acque ancora tiepide. Sebbene stia diventando una pratica sempre più rara, alcuni imparano ancora a immergersi nel modo tradizionale, senza bombole d'aria, frequentando un corso introduttivo in una delle due scuole di haenyeo (le pescatrici subacquee che si immergono in apnea) dell'isola di Jeju.

Inverno

Con i forti venti che soffiano dalla Siberia, l'inverno diventa estremamente freddo e le regioni settentrionali vengono ricoperte di neve. Per alcuni, la stagione fredda può sembrare interminabile e il letargo appare come l'unica opzione possibile. Per gli appassionati di sport invernali, tuttavia, inizia una nuova stagione di divertimento all'aperto.

Di gran lunga, gli sport invernali più popolari sono lo sci e lo snowboard, con circa 20 stazioni sciistiche sparse per il Paese. Ciò che distingue davvero i comprensori coreani è lo sci notturno: i visitatori possono arrivare subito dopo il lavoro per un po' di rigenerante relax sulle piste e le serate offrono spesso eventi al tramonto con DJ e fuochi d'artificio. Molte stazioni offrono pass più economici per piste selezionate che rimangono aperte e ben illuminate fino alle 4 del mattino.

Jjimjilbang

Sebbene jjimjilbang significhi letteralmente "stanza dove viene applicato il calore", queste colonne portanti della cultura coreana sono molto più di semplici spa con piscine e saune. Veri e propri empori del relax a più piani, i loro servizi possono includere poltrone massaggianti, palestre, chioschi per spuntini, sale per leggere manhwa (fumetti) e aree per dormire. Nei jjimjilbang il giorno e la notte si fondono, e alcuni visitatori trascorrono ore intere nei loro accoglienti spazi.

Prima dei moderni jjimjilbang, ogni quartiere aveva un mogyoktang, un semplice bagno pubblico che svolgeva una funzione tanto sociale quanto igienica. La necessità dei mogyoktang è diminuita quando la popolazione ha iniziato a vivere in appartamenti dotati di servizi propri, sebbene questi bagni siano ancora presenti in alcune città e paesi. I jjimjilbang sono versioni più imponenti dei mogyoktang e, nonostante ci sia chi li frequenta abitualmente, la maggior parte dei visitatori si accontenta di andarci come regalo rilassante circa una volta al mese.

All'ingresso di un jjimjilbang, si paga una quota di ammissione in cambio della chiave di un armadietto e di una divisa comoda. Uomini e donne entrano poi in spogliatoi separati, si spogliano e fanno una doccia. Sono disponibili ruvidi asciugamani esfolianti per strofinare via il ttae (sporco e cellule morte). A quel punto, è il momento di immergersi nelle vasche calde e fredde — alcune arricchite con agenti terapeutici come il tè verde — o di entrare in una sauna. Infine, alcuni visitatori si rilassano su dei materassini nelle sale comuni dedicate al sonno. Dopo appena un paio d'ore in un jjimjilbang, si riemerge nel mondo esterno sentendosi come nuovi.

Dopo il tramonto

Che si tratti di una sessione di canto infrasettimanale o di una scappata in una sala da gioco online, le serate fuori portano il tempo libero all'eccesso, offrendo un necessario sollievo dalle lunghe giornate di lavoro.

Ampiamente noti per le loro rigorose routine lavorative e gli intensi programmi di studio, i coreani spesso bramano una valvola di sfogo al calare della notte. Non sorprende, quindi, che l'intrattenimento nelle ore crepuscolari assuma molte forme e soddisfi una vasta gamma di interessi. Il divertimento non è limitato ai fine settimana: c'è sempre qualcosa da fare ogni sera della settimana. Mentre la nazione stacca la spina, i locali aprono le porte e i coreani si rilassano in grande stile.

Serate fuori

Per molti, la quintessenza della serata fuori progredisce attraverso una serie unica di cha, o "giri". Mentre il soju scorre, la notte prende vita con la gioia della condivisione e le fatiche del giorno vengono messe decisamente da parte. Per il 1-cha, il primo giro, gli amici potrebbero incontrarsi in un ristorante di carne alla griglia, dove manzo o maiale vengono cucinati direttamente al tavolo tra una bottiglia di soju e l'altra. Successivamente, il 2-cha potrebbe prevedere una tappa in un vivace bar di birra artigianale o in un pub di tendenza specializzato in makgeolli. Qui, i drink vengono spesso acquistati a giri, con ognuno che contribuisce alla propria parte. Coloro che desiderano spingere la serata fino al 3-cha potrebbero prendere un taxi verso un distretto universitario affollato di nightclub o locali con musica dal vivo, oppure verso un LP bar in stile retrò, dove i clienti possono richiedere canzoni sorseggiando birra o whisky.

Molte serate culminano in quello che è il pilastro della vita notturna coreana: il noraebang (sala da canto). In stanze private complete di schermi giganti e palle stroboscopiche, persone di tutte le età cantano a squarciagola i successi del momento con gli amici, decomprimendo con l'aiuto di un microfono e di una variegata lista di brani. Lasciando il noraebang, la notte potrebbe concludersi in un pojangmacha (bancarella di cibo coperta) per qualche stuzzichino e un ultimo bicchiere.

Uscite di lavoro

Mentre alcune serate fuori offrono una via di fuga dal rigore della settimana lavorativa, altre possono sembrare un'estensione della stessa. Temute da molti e amate da altri, le cene di squadra o aziendali (hoesik) sono parte integrante della vita professionale, ed è considerato maleducato non parteciparvi. Le hoesik possono tenersi ogni settimana oppure solo una o due volte l'anno per accogliere un nuovo dipendente. Iniziano in modo piuttosto formale, con discorsi da parte dei superiori, e possono mettere in gioco regole di anzianità di ispirazione confuciana (come, ad esempio, versare da bere con due mani in segno di rispetto).

Una volta conclusi i discorsi, tuttavia, le hoesik offrono un'ottima opportunità per coltivare amicizie con i colleghi preferiti o per fare il punto sulla giornata lavorativa. Sebbene alcuni possano sentirsi spinti a bere troppo soju, altri allungano la birra o il soju con l'acqua, o arrivano persino a svuotare i propri bicchieri di nascosto pur di non perdere la faccia con i colleghi — o per evitare i postumi della sbornia il mattino seguente.

Simili per molti versi sono i jeopdae (cene e drink con i clienti). Questi si svolgono generalmente in locali più eleganti, dove gli accordi societari e gli affari del giorno vengono discussi davanti a qualche bottiglia di pregiato whisky d'importazione.

Lo sapevi? Convenience store

I bar all'aperto più economici della Corea sono proprio i convenience store, particolarmente popolari nelle piccole città. Una grande varietà di avventori — tra cui operai, lavoratori del turno di notte e turisti — si ritrova nei dehors di questi negozi, dotati di sedie e tavoli di plastica protetti da tende da sole. Gli store offrono un'ampia selezione di birre straniere e bevande locali come soju e makgeolli, oltre a una gamma di snack economici. La posizione sul marciapiede li rende il punto d'osservazione ideale per guardare il viavai della gente.

Fuga nella fantasia

La scena notturna non si limita alle uscite e al bere. Nelle città e nei paesi si trovano spesso migliaia di popolari internet café, noti come PC bang, che offrono una vasta gamma di giochi online. Queste strutture attirano giocatori di tutte le età, principalmente grazie al richiamo d'evasione dei giochi di ruolo online multi-giocatore di massa (MMORPG).

Sono lontani i tempi in cui i PC bang erano ospitati in seminterrati bui e densi di fumo di sigaretta, offrendo poco altro se non ramen piccante e caffè zuccherato dei distributori automatici. Oggi, i frequentatori godono di strutture all'avanguardia che includono internet ad altissima velocità, cuffie top di gamma e sedie ergonomiche. I giocatori possono restare tutta la notte se lo desiderano, poiché i PC bang sono aperti 24 ore su 24. È persino possibile ordinare un pasto completo a basso prezzo senza distogliere lo sguardo dalla fantasia che si svolge sullo schermo. Sebbene molti giocatori preferiscano ormai restare a casa con le proprie console (grazie a connessioni domestiche sempre più veloci), i PC bang forniscono ancora una parvenza di vita sociale per chi ne ha bisogno, o semplicemente offrono un'alternativa più tranquilla alla chiassosa vita notturna che si svolge all'esterno.

Staccare la spina

Il rispetto dei coreani per la produttività e la motivazione trova certamente pane per i suoi denti nel valore attribuito alla gioia collettiva una volta calata la notte. Che si tratti di una maratona di festeggiamenti che dura fino all'alba o di una semplice partita con gli amici, uscire la sera significa rinfrescarsi e rilassarsi. Se c'è una cosa che ai coreani piace fare come si deve, è proprio una bella serata fuori.

Lo sapevi? Giochi alcolici

I coreani più giovani spesso danno il via alle loro serate con un pizzico di amichevole competizione.

  1. Il gioco del tappo Si colpisce con un colpo secco la parte metallica attorcigliata del tappo di una bottiglia di soju; chi riesce a staccarla vince, e gli altri (o la persona che l'ha rotta, a seconda delle varianti) devono bere.
  2. Gioco dell'intuito I giocatori urlano un numero; i perdenti sono coloro che dicono lo stesso numero contemporaneamente o che sono troppo lenti nel rispondere.
  3. Sam-yuk-gu (3-6-9) I partecipanti contano in sequenza, battendo le mani invece di pronunciare i numeri che contengono le cifre 3, 6 o 9. Chi sbaglia deve bere uno shot.
  4. Baskin Robbins 31 I bevitori contano a turno, dicendo fino a un massimo di tre numeri consecutivi. Colui che è costretto a pronunciare il numero 31 deve bere.
  5. Gioco del sottomarino I giocatori versano a turno del soju in un bicchierino da shot che galleggia all'interno di un boccale di birra. Chi lo fa affondare deve bere l'intero contenuto.

Il successo nello sport

La vita in Corea è competitiva e questa spinta ha contribuito a creare una scena sportiva incredibile, che ha portato al Paese un riconoscimento globale e ha rappresentato un’immensa fonte di orgoglio.

L'affinità dei coreani per lo sport appare naturale, considerando che molti tratti tipici degli atleti d'élite si applicano altrettanto bene al carattere coreano: orgoglioso, competitivo e orientato al successo. Le prove di questa determinazione sono ovunque: le scuole pubbliche organizzano giornate dello sport annuali, i campi pratici di golf svettano sui tetti degli uffici e sacchi da boxe a gettoni punteggiano le strade dei quartieri della vita notturna. Seguire lo sport, qui, è molto più di un semplice tifo occasionale.

L'ascesa

Per essere un Paese così piccolo, la Corea ha lasciato un'impronta enorme nel mondo dello sport. Di fatto, i costanti successi dei pattinatori di short-track, degli arcieri e dei golfisti sono celebrati tanto quanto il successo globale del K-pop.

I traguardi della Corea sono ancora più straordinari se si considera il suo passato da "outsider". Il successo sportivo dipende da quello economico; sviluppare leghe e infrastrutture di alto livello è un'impresa costosa. In questo senso, la Corea è partita in svantaggio, avendo trascorso metà del XX secolo sotto un regime coloniale repressivo per poi essere decimata da una guerra civile. Mentre il Paese lottava per riprendersi e sviluppare la propria economia, ha trovato la stabilità e i fondi necessari per investire in strutture atletiche di livello mondiale e nella formazione dei giocatori. Oggi, ogni medaglia d'oro coreana e ogni campionato internazionale è un fiero promemoria di quanto il Paese sia progredito.

Ma lo sport non è solo orgoglio nazionale. È anche un modo per il Paese di applicare la propria abilità tecnologica, come ha fatto aprendo la strada alle leghe professionistiche di e-sport. Che li si guardi o li si pratichi, gli sport rappresentano una valvola di sfogo dalle pressioni delle scuole private (hagwon) e dalle lunghe ore di lavoro. Inoltre, in una cultura dove le amicizie si formano spesso attraverso organizzazioni formali come i club universitari e i team aziendali, essi offrono un modo per creare e rafforzare i legami sociali. Oltre il 10% dei coreani è membro di un club sportivo.

L'anima dello sport

Mentre discipline d'importazione come il baseball e il calcio dominano la scena contemporanea, le tradizioni competitive della Corea risiedono nelle sue arti marziali. Oggi, questa eredità è portata avanti principalmente attraverso il taekwondo. Sorprendentemente, il taekwondo è una creazione piuttosto moderna — persino burocratica — che ha meno di 100 anni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, iniziarono ad apparire scuole di arti marziali chiamate gwan, ognuna delle quali insegnava un proprio stile di combattimento unico. A metà degli anni '50, diverse gwan iniziarono a fondere i propri stili con l'obiettivo di creare un'arte marziale coreana unificata. Questo processo diede vita a quello che sarebbe diventato noto come taekwondo.

Sebbene questo sport sia diventato globale, entrando a far parte delle discipline olimpiche nel 2000, rimane saldamente intrecciato alla società coreana. Ogni giovane ne ha un assaggio durante le lezioni di educazione fisica a scuola e molti bambini lo praticano in accademie private, che nel 2020 erano più di 10.000. Anche i soldati coreani si addestrano in questa disciplina.

Il taekwondo moderno è l'erede spirituale del taekkyeon, considerata la più antica arte marziale della Corea, risalente all'era dei Tre Regni. Fluido e ritmico, il taekkyeon sembra quasi una danza e comporta un movimento costante di mani e piedi. Quest'arte marziale serviva in gran parte come passatempo per la classe operaia, con gli abitanti dei villaggi che stringevano legami durante le competizioni tenute nei giorni festivi. Proibito durante il periodo coloniale giapponese, il taekkyeon fu riportato in vita, quasi da solo, dal maestro Song Duk-ki. Oggi, relativamente pochi coreani lo praticano, ma non è più a rischio di scomparsa; nel 2011, è stata la prima arte marziale a ricevere lo status di Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO.

Un'altra arte marziale iscritta all'UNESCO e dalle origini antiche è lo ssireum, passato da attività di addestramento militare a passatempo popolare. I primi tornei professionistici si tennero negli anni '10 e, negli anni '70, si stavano formando diverse squadre pro. Tuttavia, nel 1997, la crisi finanziaria asiatica soffocò lo sviluppo di questo sport e lo ssireum tornò a essere un'attività amatoriale. Ciononostante, rimane una parte amatissima della cultura sportiva coreana, con tornei televisivi trasmessi durante le festività principali e incontri improvvisati di ssireum che nascono durante le riunioni di famiglia. I coreani oggi potranno anche gravitare verso gli sport moderni, ma le arti marziali manterranno a lungo il loro posto in questa cultura.

Lo sapevi? Arte d'ispirazione

Nel corso dei secoli, lo ssireum è stato spesso il soggetto di dipinti popolari. Il più famoso tra questi è un'opera del 1784, intitolata appunto "Ssireum", del pittore del periodo Joseon Kim Hong-do. Il dipinto raffigura una scena che appare quasi contemporanea: una folla che osserva due uomini lottare, mentre un venditore si aggira tra il pubblico vendendo dolciumi.

Lo sapevi? Grandi eventi sportivi

Dallo sfidare le avversità in tempi di conflitto al raggiungimento della fama globale, la Corea si è stabilita saldamente sulla scena sportiva mondiale.

  1. 1920 Viene fondato il Consiglio Sportivo di Joseon per ospitare e sponsorizzare competizioni atletiche, aumentando l'interesse del pubblico per lo sport.
  2. 1936 Sohn Kee-chung diventa il primo coreano a vincere un oro olimpico nella maratona (sebbene sia stato costretto a gareggiare per il Giappone).
  3. 1966 Viene istituito il Centro Nazionale di Addestramento della Corea per lo sviluppo degli atleti del Paese.
  4. 1988 Seul ospita le Olimpiadi estive, un evento che ha effetti trasformativi sullo sport e sulla politica della Corea.
  5. 2002 La Corea ospita i Mondiali di calcio insieme al Giappone e raggiunge le semifinali, il traguardo più alto mai tagliato da una squadra asiatica.
  6. 2005 Park Young-seok è il primo a scalare sia le "Seven Summits" (le vette più alte di ogni continente) che tutti i 14 "ottomila", oltre a raggiungere entrambi i poli.
  7. 2010 Kim Yuna vince l'oro nel pattinaggio di figura femminile alle Olimpiadi invernali di Vancouver, stabilendo il record mondiale di punteggio.
  8. 2018 Pyeongchang ospita le Olimpiadi invernali; la Corea conclude con 17 medaglie, il suo bottino più alto di sempre ai Giochi invernali.
  9. 2022 Il calciatore Son Heung-min vince la Scarpa d'Oro della Premier League inglese, chiudendo la stagione con 23 gol.

La variegata scena sportiva coreana comprende il tradizionale e il nuovo, il globale e il locale. Gli atleti hanno trovato il successo in una vastissima gamma di discipline, sebbene alcuni sport siano i favoriti a livello nazionale.

Tiro con l'arco

Questa tradizione secolare è così iconica che sia lo sport sia l'arte della fabbricazione di archi e frecce sono designati come Beni Culturali Immateriali Nazionali. Oggi, gli arcieri coreani dominano le competizioni internazionali. Ciò è particolarmente vero per le atlete, che hanno vinto 9 delle ultime 10 medaglie d'oro olimpiche individuali, 19 delle 30 medaglie olimpiche individuali assegnate dal 1984 e ogni oro olimpico a squadre mai esistito (1988–2021).

Ssireum

Nell'antica forma di lotta conosciuta come ssireum, i lottatori si aggrappano al satba dell'avversario — una fascia indossata intorno alla vita e a una coscia — e cercano di costringere una qualsiasi parte del corpo dell'altro, al di sopra del ginocchio, a toccare terra. A differenza del sumo giapponese, non sono ammessi colpi e spingere l'avversario fuori dall'anello di sabbia comporta solo la ripartenza dell'incontro. Tradizionalmente, i vincitori venivano premiati con un bue. Oggi, molte donne si sono avvicinate a quello che un tempo era uno sport esclusivamente maschile.

Taekwondo

Nessuno sport è associato alla Corea quanto il taekwondo. I maestri di arti marziali coreani hanno sviluppato questa disciplina tra gli anni '40 e '50, attingendo dal karate, dal wushu e da antiche arti marziali coreane come il taekkyeon per creare uno sport che enfatizza i calci atletici, la velocità e il rispetto per il prossimo. Nel taekwondo olimpico, gli atleti iniziano i match con un inchino e ottengono punti mettendo a segno pugni o calci sulla testa e sul busto dell'avversario.

Calcio

La storia d'amore della Corea con il calcio risale al 1882, quando si pensa che i marinai britannici abbiano introdotto questo sport nel porto di Incheon. Oggi, la K League è senza dubbio la migliore competizione nazionale asiatica, con le sue squadre che hanno vinto la AFC Champions League per un numero record di 12 volte. Sulla scena globale, la nazionale maschile ha partecipato a ogni Coppa del Mondo dal 1986, una striscia positiva che include la favolosa cavalcata fino alle semifinali del 2002. La Corea ha inoltre dato i natali ad alcuni dei più grandi talenti individuali al mondo, in particolare Son Heung-min e Ji So-yun, entrambi nomi famosissimi tra gli appassionati di calcio a livello globale.

Baseball

La Korea Baseball Organization (KBO) è la lega sportiva più popolare del Paese e gli stadi sono gremiti per tutta l'estate. La KBO è molto meno formale rispetto alla sua controparte statunitense, la Major League Baseball (MLB): le tifoserie sono guidate da agguerrite cheer squad in cori coordinati e il bat flip (il lancio della mazza dopo un fuoricampo) — un tabù nella MLB — è qui considerato una forma d'arte deliziosamente irriverente. Anche i giocatori di baseball coreani hanno riscosso un grande successo internazionale, con molti approdati nelle grandi leghe americane e la nazionale capace di conquistare l'oro alle Olimpiadi del 2008.

Nella prossima sezione di Benvenuti in Korea cambieremo prospettiva: ci immergeremo in un argomento totalmente nuovo, inaspettato e lontano da tutto ciò di cui abbiamo parlato finora. Cosa bolle in pentola? Beh… questa volta niente spoiler. Ti toccherà aspettare il prossimo post per scoprire quale nuovo volto della Corea esploreremo insieme. Il viaggio continua!

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