Come vi avevo promesso, iniziamo con l’articolo di oggi a parlare dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Il secondo palazzo di cui vi voglio parlare è Changdeokgung. Questa è la prima parte di 2. Per vedere le altre parti poi potrete cliccare nel menù su Le serie (2026).
Inizialmente avevo pensato di realizzare uno dei miei soliti pezzi, poi però mi sono imbattuta in un sito davvero straordinario — che, tra le altre cose, vi consiglio caldamente di esplorare e che trovate alla fine dell’articolo — in cui sono raccolte tutte, ma proprio tutte, le informazioni più importanti e dettagliate sui palazzi reali coreani.
La risorsa è però disponibile esclusivamente in lingua inglese. Per questo motivo ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito: tradurre per voi le parti più significative e costruirci attorno un articolo. Dunque, per la prima volta dopo tanto tempo, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali.
Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro.
Detto questo… iniziamo!
Il Palazzo Changdeokgung fu costruito nel 1405 (5º anno di regno di Re Taejong) come palazzo secondario rispetto al palazzo principale, Gyeongbokgung.
L’anno successivo venne creato il Giardino Segreto a nord del Palazzo Changdeokgung, e nel 1463 (9º anno di regno di Re Sejo) fu ampliato per integrare armoniosamente lo spazio destinato al governo con quello residenziale. Il Palazzo Changdeokgung venne distrutto durante l’invasione giapponese del 1592 (25º anno di regno di Re Seonjo) e fu ricostruito nel 1610 (2º anno di regno di Re Gwanghaegun), prima di qualsiasi altro palazzo. Per i successivi 270 anni fu la principale residenza dei sovrani, fino alla ricostruzione di Gyeongbokgung nel 1867, che tornò a essere di fatto il palazzo primario.
Dall’epoca di Re Injo fino a quella di Re Sunjo, furono costruite numerose strutture all’interno del complesso, tra cui il ruscello Ongnyucheon, la biblioteca Gyujanggak, il padiglione Juhamnu, lo stagno Aeryeonji, l’area di studio Uiduhap e il complesso Yeongyeongdang. Nel 1847 (13º anno di regno di Re Heonjong) fu inoltre istituita l’area di Nakseonjae, ampliando ulteriormente il perimetro del palazzo.
Il Palazzo Changdeokgung era spesso chiamato Donggwol, ovvero “Palazzo Orientale”, e non presentava confini che lo separassero dal Palazzo Changgyeonggung. Fu costruito in armonia con l’ambiente circostante ed è considerato il palazzo che meglio rappresenta lo stile architettonico tradizionale coreano.
In particolare, l’Imperatore Sunjong (r. 1907–1910), secondo imperatore dell’Impero Coreano, risiedette nel Palazzo Changdeokgung dopo la sua ascesa al trono e vi morì. L’Heungbokheon, edificio annesso alla Sala Daejojeon, è anche il luogo tragico in cui fu firmato il Trattato Corea–Giappone del 1910. Il Palazzo Changdeokgung fu inoltre la dimora e il luogo di morte degli ultimi discendenti della famiglia reale: l’Imperatrice Sunjeong (seconda moglie dell’Imperatore Sunjong), la Principessa Ereditaria Yi Bangja e la Principessa Deokhye.
Il Palazzo Changdeokgung soddisfa tre dei dieci criteri relativi al Valore Universale Eccezionale stabiliti dalle Linee Guida Operative per l’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale. A differenza dei canoni prescritti per un tipico palazzo reale, Changdeokgung non segue uno schema rigidamente simmetrico: i suoi edifici sono disposti in base alla conformazione naturale delle montagne circostanti, ed è proprio questa scelta a farlo considerare il vertice dell’architettura palaziale coreana. Inoltre, il Giardino Segreto conserva padiglioni e stagni straordinariamente ben preservati in ciascuna delle sue sezioni, perfettamente integrati con l’ambiente naturale. Changdeokgung rappresenta dunque un esempio emblematico di palazzo che mantiene un’estetica atipica nella storia dell’architettura dell’Asia orientale. Per il suo eccezionale equilibrio tra costruzione umana e natura, e per la qualità del suo impianto architettonico, è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO il 6 dicembre 1997.
Criteri di selezione: patrimonio culturale (ii), (iii), (iv)
Criterio (ii): deve testimoniare un importante scambio di valori umani, in un determinato arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, relativo allo sviluppo dell’architettura o della tecnologia, delle arti monumentali, dell’urbanistica o della progettazione del paesaggio.
Criterio (iii): deve apportare una testimonianza unica o almeno eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
Criterio (iv): deve costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un complesso architettonico o tecnologico, oppure di un paesaggio che illustri una o più fasi significative della storia dell’umanità.
Porta Donhwamun
La Donhwamun Gate è la porta principale del Changdeokgung Palace. Il nome “Donhwa” significa “educare il popolo attraverso la virtù”. La porta fu costruita nel 1412 (12º anno di regno di King Taejong). Poiché all’epoca il Jongmyo Shrine si trovava davanti al palazzo, l’ingresso venne realizzato sul lato sud-occidentale del complesso. Donhwamun fu poi ricostruita nel 1609 (1º anno di regno di King Gwanghaegun) dopo essere stata distrutta durante l’invasione giapponese del 1592. Si tratta di una struttura a due piani, la più grande tra le porte dei palazzi reali. Davanti alla porta si estende il Woldae, un’ampia piattaforma in pietra che sottolinea la solennità e la dignità del complesso reale. Donhwamun era utilizzata esclusivamente dal re, mentre i suoi sudditi entravano attraverso la Geumhomun Gate, la porta occidentale. In origine, al piano superiore della porta erano appesi una campana e un tamburo per segnalare l’inizio e la fine del coprifuoco: la campana suonava quando il coprifuoco iniziava, il tamburo quando veniva revocato. Oltre la Donhwamun si trova un gruppo di otto alberi di sofora (pagoda trees), oggi designati come monumento naturale. Sono alberi antichi, alti tra i 15 e i 16 metri, con tronchi spessi tra i 90 e i 178 cm all’altezza del petto di una persona. Fin dall’antichità, la sofora è simbolo di lealtà dei sudditi verso il sovrano. Si presume che questi alberi siano stati piantati presso l’ingresso del palazzo, dove si trovavano gli uffici governativi che riferivano direttamente al re.
Uffici nel palazzo
Gli uffici interni al palazzo erano gli uffici amministrativi centrali costruiti appositamente all’interno del complesso reale per assistere il re da vicino. Dietro il Geumcheongyo Bridge, a ovest della Injeongjeon Hall, si trovavano il Yakbang (infermeria reale), l’Okdang (Ufficio dei Consiglieri Speciali) e lo Yemungwan (Ufficio per gli Affari Amministrativi e la Ricerca). Più a ovest sorgevano la Gyujanggak Library, la Bongmodang Hall e l’ufficio Geomseocheong. Gli edifici che si vedono oggi sono frutto di restauri effettuati tra il 2000 e il 2004. A nord della Gyujanggak Library si trova un ginepro di circa 750 anni. I ginepri, grazie al loro profumo intenso e pungente, venivano utilizzati come incenso nei rituali. Sono spesso piantati in giardini e parchi. I suoi rami un tempo si estendevano in tutte le direzioni: il ramo meridionale è stato tagliato, quello settentrionale è seccato, mentre il ramo orientale si è deformato assumendo una forma contorta.
Sala Seonwonjeon
La Seonwonjeon Hall era il santuario in cui venivano custoditi i ritratti ufficiali dei sovrani della dinastia Joseon e dove si svolgevano i riti ancestrali in loro onore. In origine, l’edificio era conosciuto come Chunhwijeon Hall (o Gyeonghwadang Hall) e si trovava nel Gyeongdeokgung Palace, oggi noto come Gyeonghuigung Palace. Nel 1656 (7º anno di regno di King Hyojong) fu trasferito al Changdeokgung Palace. A partire dal regno di King Sukjong, l’edificio assunse ufficialmente il nome di Seonwonjeon Hall. Successivamente, nel 1921, venne costruita una nuova Seonwonjeon Hall nella parte più interna del Secret Garden, destinata a custodire tutti i ritratti reali. Quest’area è oggi conosciuta come Antica Seonwonjeon Hall.
La Injeongjeon Hall è la sala del trono del Changdeokgung Palace. Qui si svolgevano gli eventi più solenni del regno: l’ascesa al trono del sovrano, le assemblee dei funzionari, gli esami di stato e i banchetti reali. Il nome “Injeong” significa “governo benevolo”. La sala fu edificata al momento della fondazione del palazzo, poi ricostruita nel 1418 (18º anno di regno di King Taejong) e nuovamente nel 1610 (2º anno di regno di King Gwanghaegun) dopo la distruzione subita durante l’invasione giapponese del 1592. Injeongjeon è un edificio imponente, costruito su un’ampia piattaforma in pietra a due livelli (Woldae). Poiché la piattaforma è relativamente bassa e priva di balaustre, la sala appare più sobria rispetto alla Geunjeongjeon Hall del Gyeongbokgung Palace. In origine il pavimento interno era rivestito con mattoni cotti in argilla; oggi è in parquet. Nel 1908 la sala fu rinnovata in stile occidentale, con l’aggiunta di lampadine elettriche, tende e finestre in vetro. Il cortile anteriore, ovvero la corte reale, è pavimentato con ampie e sottili lastre di pietra, come negli altri palazzi. Tre percorsi centrali ne attraversano lo spazio, sottolineando la dignità del complesso. Nel cortile sono presenti anche colonnine in pietra che indicavano la posizione dei funzionari in base al loro rango. Parte dei corridoi esterni della sala è stata restaurata dopo il 1991. La Injeongmun Gate è la porta principale della sala Injeongjeon. Presenta un tetto a padiglione con frontone sui lati anteriore e laterali. Injeongmun era il luogo in cui si svolgeva l’incoronazione del nuovo sovrano durante i funerali di stato del re defunto. Qui furono incoronati sette re della dinastia Joseon: King Hyojong, King Hyeonjong, King Sukjong, King Yeongjo, King Sunjo, King Cheoljong e King Gojong.
Al prossimo approfondimento!



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