Il confine tra noi e l'ignoto: L'onda di Lee Suzy

 

Da adulti, viviamo ossessionati dal controllo. Pianifichiamo, recintiamo i nostri spazi, cerchiamo di prevedere ogni imprevisto. "L'onda" ci ricorda la bellezza e la necessità di perdere quel controllo. È un libro che parla del nostro rapporto con l'ignoto: quel mare che ci affascina ma ci spaventa, e che ci chiede continuamente se vogliamo restare a guardare dalla riva o lasciarci travolgere per scoprire cosa nasconde il fondale. 

"C'è una linea sottile che divide chi siamo da chi potremmo essere. È una linea che si sposta, che respira, che a volte ci sfida a correre e a volte ci costringe a indietreggiare. È il confine tra la sabbia asciutta delle nostre certezze e l'azzurro profondo di ciò che non possiamo governare."

Una bambina arriva in una spiaggia deserta. Davanti a lei, l'immensità dell'oceano. Inizialmente c'è diffidenza: lei urla contro le onde, le sfida, scappa quando si avvicinano. Poi, il gioco si fa più audace. La bambina tocca l'acqua, la provoca. Infine, un'onda enorme la travolge completamente. Quando l'acqua si ritira, la bambina è inzuppata, ma la spiaggia è piena di tesori: conchiglie colorate che prima erano invisibili.

Il tema centrale è la relazione con l'ignoto. L'onda non è solo acqua; è la vita, è l'emozione improvvisa, è l'altro. Il libro esplora come la diffidenza iniziale possa trasformarsi in gioco e, infine, in un’integrazione. Non si può conoscere il mare senza bagnarsi; non si può vivere davvero senza accettare il "rischio" dell'incontro.

 


Lee Suzy gioca con la struttura fisica del libro per spiegare un concetto psicologico potente: Nel libro, la piega tra le due pagine funge da confine. La bambina sta a sinistra (il mondo conosciuto, l'Io), l'onda sta a destra (l'inconscio, l'Es, l'ignoto). Lo sviluppo psicologico avviene quando la bambina attraversa quella piega. In psicologia, questo rappresenta il superamento delle proprie difese immunitarie emotive. L'onda che la travolge potrebbe essere vista come un piccolo trauma o uno shock, ma è proprio quell'impatto che deposita sulla riva i "tesori" (le conchiglie). Senza l'urto con la realtà, rimaniamo sterili e asciutti. Qual è la "piega del libro" che hai paura di attraversare in questo momento della tua vita?


La potenza visiva di quest'opera risiede nel contrasto cromatico. Lee Suzy usa solo due colori: il nero della matita di carbone per la bambina (la realtà solida, umana) e il blu vivido per l'acqua (l'elemento magico, fluido). Alla fine, dopo che l'onda ha travolto la bambina, il blu sporca il vestito di lei e la sabbia. La conclusione visiva è un messaggio di trasformazione: non torniamo mai uguali a prima dopo un incontro profondo. Portiamo addosso il colore di ciò che abbiamo avuto il coraggio di toccare.

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