We Are All Trying Here: Gridare il proprio nome finché il mondo non risponde (2)


Ci sono due tipi di persone. Chi pensa al proprio percorso e chi pensa a distruggere gli altri. Sapete perché il secondo tipo distruggerà sempre gli altri? Perché è l’unico modo per sentirsi superiore.

Hai ragione. La vita consiste nel farsi fare massaggi che ti sollevano il morale. E io come dovrei sollevare il mio? Mi faccio il mazzo per guadagnare, comprare vestiti, farmi le unghie e i capelli. Ma... tu mi rovini sempre l'umore. Vorrei che il tempo passato con i miei amici fosse un'occasione per mostrare il mio lato rilassato e generoso. Invece, ogni volta che ti vedo, finisco per sentirmi amareggiata e svuotata. Lo sai che non sai avere una conversazione normale con le persone, vero? O che ti rifiuti di farlo [...]. Non ascolti, parli senza sosta. Sei ovunque. E fai incazzare tutti. Ho intenzione di vivere fino a cent'anni, quindi non voglio più stress a causa tua. Perciò, da oggi, chiudo i ponti con te. Ho creato questo posto per staccare, per poter mangiare, bere e rilassarmi con le persone che mi piacciono. Non ti è più permesso venire qui. Andiamo. Sto invecchiando, Dong-man. Sentire qualcuno parlare senza sosta mi spaventa più di un fantasma. Addio. È stato... non posso dire che sia stato divertente. Vattene e basta.

Da cosa capisci che è la fine del mondo? E’ una questione di meteo. Finché ci sono nuvole nel cielo, vento nell’aria, foglie che frusciano nella brezza… finché esiste un clima… non è ancora la fine del mondo. 


A nove anni ero in seconda elementare. Anche allora mi sanguinava il naso in situazioni simili. Quando mi sentivo completamente sola e senza speranza. Da piccola ero disperata e mi mancava il respiro. Mi sento ancora così, ma ora si è aggiunta un’altra sensazione. Quella di aver constatato la loro debolezza e questo mi fa credere di poterli affrontare.

Cos’è che vuoi? Debuttare? Avere successo? Cosa? Dimmelo e ti aiuterò! Cosa vuoi? Il successo? – Non l’ho mai detto – Allora cosa? – Non provare più ansia. Voglio solo… non provare più ansia.

I pensieri di aurora: Questa è forse la battuta più rivoluzionaria. In un mondo (e in un'industria) che spinge sempre verso il "debuttare" o il "diventare qualcuno", il protagonista sposta l'obiettivo. Il vero successo non è la fama, ma la pace mentale. È un desiderio così universale e moderno che colpisce allo stomaco: smettere di sentire quel peso costante sul petto.

  • Perché pensante che Hwang sia così intrattabile?
  • Per farla breve, è un incompetente. L’incompetenza va bene, ma cercare di nasconderla parlando senza sosta è la cosa peggiore.
  • Che intendi per incompetente?
  • Come uno chef che non sa cucinare. Un insegnante che non sa insegnare. Devo continuare?
  • Un essere umano senza umanità. Il top dell’incompetenza.
  • Vuoi dire che Hwang Dong-man è umano?
  • E che noi non lo siamo. Dunque, chi è incompetente è umano e chi è competente no? Ha detto che Hwang Dong-man è umano. La parola “umano” non mi è mai parsa così maledettamente stupida. Allora preferisco essere disumano.
I pensieri di aurora: Questo dialogo è tagliente. C'è questa idea cinica che per avere successo (essere "competenti") si debba sacrificare l'umanità, mentre l'essere "umani" venga visto come un difetto di fabbrica, una debolezza da sfigati. Il fatto che Dong-man scelga di essere "inutilmente umano" è la sua vera forza morale.
  • Come si ottiene potere? Come una iena che caccia ai piedi del monte, ho inseguito il potere. Ma ho fallito e quindi adesso vado a casa. Dopo una cena di carne. Lei lo sa dove vendono il potere? Ne comprerei un po’.
  • Quando ami qualcuno… e se il protagonista… fosse spinto dall’amore per qualche nipote che vuole vedere il meteo? O forse per il fratello maggiore? Gli batterebbe il cuore perché vorrebbe che accadesse. Leggendo il suo copione, ho capito una cosa. “ah… questo regista non ha niente… a cui tiene.”
Essere innamorato rendeva tutto facile. Ma quando è finita, ho capito che alcune cose dimenticate che credevo perdute c’erano ancora. Non se n’erano mai andate. Questa letargia paralizzante.

Lei divide le persone in classi, tenendo insieme chi ha successo e trattando i perdenti come me come appestati da allontanare. Crei pure un mondo di sole persone brillanti, non brillerà. Sono maledettamente bravo a parlare alle spalle. […] Io sono maledettamente loquace, ma mi sono trattenuto e ti ho ascoltato. Ora ascoltami tu. E’ una questione di rispetto! […]  Sai perché ci sono tanti omicidi? Per la totale mancanza di rispetto. Tu sei ancora vivo perché sono un santo. Sono maledettamente bravo a parlare alle spalle. Mai sai perché non ho mai parlato in faccia? Perché è una cosa educata. Ma vedendo te, ho capito che, in questo ambiente, si crede che parlare in faccia ci dia potere. Che dare di sfigato a uno sfigato sia un’intuizione geniale. Che la maleducazione dia potere. Se così fosse, anch’io ti parlere in faccia. Ora basta parlare alle spalle. Voglio farlo davanti a tutti. A tutti quanti. Ve lo dirò in faccia. Non vedo l’ora. […] Vedrai. Sto per diventare qualcosa d’incredibile. Sto per diventare incredibilmente e ulteriormente inconcludente e sempre più inutile. E vi farò arrabbiare tutti sempre di più! Tenetevi forte. Alla fine, vi arrenderete. Finalmente! E farò emergere la splendida verità… dagli abissi della mia inutilità. Non vedrai l’ora di leggere la mia storia. Fermami, se riesci. Ti sfido a farlo. 

I pensieri di aurora: Questo monologo ho deciso di riportarla per intero perché è un capolavoro di ribellione. Dong-man ribalta il tavolo: se la società lo definisce "inutile" e "incompetente", lui decide di abbracciare queste etichette e trasformarle in una minaccia. Attraverso le sue parole possiamo capire come lui si rifiuti di compiacere gli altri o di scusarsi per il proprio fallimento. L'idea che la bellezza e la verità non stiano nel successo scintillante, ma nel fondo del baratro, dove non devi più fingere è meravigliosa. Inoltre la sua osservazione sulla “sincerità” usata come arma l’ho trovata fantastica. Spesso la gente giustifica la cattiveria dicendo: "Io ti parlo in faccia". Lui smaschera questa ipocrisia: non è onestà, è solo mancanza di rispetto usata per sentirsi potenti. 


Mi sono innamorato di me. Amo questa persona. Potrei anche farci sesso. Che devo fare? Questo tipo è strafigo.

Quando mi sanguina il naso per lo stress… il corpo mi sta dicendo che mi sto uccidendo. Ciò dimostra il potere della mente. Lo capisco. Però… è possibile passare da farmi del male… a far del male agli altri? 

Tu sei… più bella del meteo.

I pensieri di aurora: qui mi sono emozionata. Perché nell’universo narrativo del drama il “meteo” è ciò che ci lega alla vita e ci fa sentire che il mondo non è ancora finito, quindi dire a qualcuno che è "più bello del meteo" è il complimento più alto possibile. 

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