Il santuario di Jongmyo e la sua storia

Dopo aver parlato dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Ho deciso di tradurre anche i restanti palazzi presenti nel sito https://royal.cha.go.kr Dunque, anche per questa volta, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali. Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro. Detto questo… iniziamo!

Il Santuario Jongmyo è un santuario reale in cui sono custodite le tavolette ancestrali dei re e delle regine della dinastia Joseon, nonché degli imperatori e delle imperatrici dell’Impero Coreano. È inoltre il luogo in cui vengono celebrati i riti ancestrali.

Il Santuario Jongmyo venne istituito nella sua posizione attuale nel 1395 (quarto anno di regno di re Taejo), dopo la fondazione della dinastia Joseon nel 1392, seguendo la norma secondo cui “con il palazzo al centro, il Santuario Jongmyo deve essere collocato alla sua sinistra e l’Altare Sajikdan alla sua destra”. Al momento della fondazione esisteva unicamente la Sala Principale, motivo per cui il santuario era chiamato Daemyo, Taemyo o semplicemente Jongmyo.

In quanto stato monarchico, la dinastia Joseon onorava gli antenati del re secondo il sistema dell’omyoje, che prevedeva il culto delle quattro generazioni di antenati del sovrano regnante e del re fondatore. Quando il sistema omyoje cessò di essere applicato durante il regno di re Sejong (1418–1450), venne costruito un santuario separato accanto alla Sala Principale, denominato Sala Yeongnyeongjeon.
Le tavolette ancestrali successive alla quarta generazione furono quindi trasferite nella Sala Yeongnyeongjeon. In seguito, durante il regno di re Yeonsangun (1494–1506), esse vennero onorate secondo le norme del sesil (custodia delle tavolette per generazioni nella Sala Principale) e del jocheon (trasferimento delle tavolette nella Sala Yeongnyeongjeon).

Secondo questo sistema giuridico-rituale, le tavolette reali che avevano completato il periodo di lutto di tre anni (27 mesi) venivano collocate nella Sala Principale durante la cerimonia del bumyorye, dedicata all’intronizzazione rituale delle tavolette. Quando il sistema omyoje decadava, esse venivano designate come sesil o jocheon, e quindi ospitate rispettivamente nella Sala Principale o nella Sala Yeongnyeongjeon.
Questo spiega perché il Santuario Jongmyo abbia subito numerose espansioni, arrivando alla struttura attuale composta da 19 campate (kan) per la Sala Principale e 16 campate per la Sala Yeongnyeongjeon.

Tra le altre strutture del santuario si trovano il Padiglione Mangmyoru, dove lavoravano gli ufficiali del Jongmyo; la Sala Hyangdaecheong, destinata alla conservazione dell’incenso e delle preghiere rituali scritte; la Sala Jaegung, in cui re e principi ereditari si preparavano ai riti; e la Sala Jeonsacheong, utilizzata per la preparazione dei cibi rituali.


Il Santuario Jongmyo soddisfa i seguenti criteri tra i dieci Valori Universali Eccezionali stabiliti nelle Linee guida operative per l’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale.

Il Santuario Jongmyo rappresenta un esempio straordinario di santuario confuciano, destinato a custodire le tavolette ancestrali dei re e delle regine della dinastia Joseon, nonché degli imperatori e delle imperatrici dell’Impero Coreano. Lo stile architettonico unico di questo spazio rituale è stato riconosciuto e apprezzato a livello mondiale. Insieme al santuario, sono giunti fino a noi in forma autentica e intatta anche il rito ancestrale reale e la musica rituale praticati durante la dinastia Joseon, elementi fondamentali del patrimonio culturale coreano.


Il Santuario Jongmyo ospita il Jongmyo Jerye e il Jongmyo Jeryeak (il rito ancestrale reale e la relativa musica), entrambi designati come Patrimonio Culturale Immateriale Nazionale. Inoltre, nel maggio del 2001, sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.


Jongmyo Jerye (rito ancestrale reale al Santuario Jongmyo)

Il Jongmyo Jerye è un rito confuciano volto a rendere omaggio ai re e alle regine, nonché agli imperatori e alle imperatrici della dinastia Joseon, e si svolge presso il Santuario Jongmyo. Si tratta di un gillye, ovvero un rito propizio, appartenente all’oryeui, il sistema dei cinque riti di Stato.
Il rito ancestrale reale è il più solenne e prestigioso tra i rituali celebrati dal sovrano in persona e vede la partecipazione degli ufficiali rituali, del principe ereditario, della famiglia reale e dei funzionari statali.

Presso la Sala Principale, i riti ancestrali vengono celebrati cinque volte l’anno, nei giorni stabiliti all’inizio di ogni stagione e nelle date rituali (il terzo giorno di mi dopo il solstizio d’inverno).
Nella Sala Yeongnyeongjeon, invece, i riti si tengono due volte l’anno, in primavera e in autunno. Al Santuario Jongmyo si svolgevano inoltre altri rituali legati a inondazioni, siccità, epidemie, guerre e disastri naturali, nonché alla designazione del principe ereditario. Il santuario ospitava anche cerimonie di maggiore età, matrimoni, funerali, cheonsin (offerta agli antenati dei primi frutti o cereali del raccolto), cheongeum (offerta del primo animale catturato durante la caccia) e altre celebrazioni rituali.

Gli strumenti rituali (jegi) utilizzati nel rito ancestrale reale comprendono byeon, du, bo, gwe e jak. I cibi rituali (jesu) includono animali sacrificali (bovini, ovini e suini), cereali (riso, sorgo, miglio glutinoso e altri), dolci di riso, pesce salato, frutta e altro ancora.
Attualmente, il rito si svolge la prima domenica di maggio e il primo sabato di novembre.

Ordine del rito ancestrale reale

  1. Singwallye: accensione dell’incenso, offerta dell’ulchangju (liquore mescolato con curcuma) e presentazione del pyebaek agli spiriti

  2. Gwesingnye: offerta dei cibi sacrificali

  3. Choheollye: offerta della prima coppa di vino agli dèi e lettura delle preghiere rituali

  4. Aheollye: offerta della seconda coppa di vino agli dèi

  5. Jongheollye: offerta della terza coppa di vino agli dèi

  6. Eumbongnye: consumo del vino e dei cibi sacrificali

  7. Cheolbyeondu: ritiro degli utensili utilizzati nel rito

  8. Mangnyo: combustione delle preghiere rituali scritte e del pyebaek


Jongmyo Jeryeak (musica del rito ancestrale reale al Santuario Jongmyo)

Il Jongmyo Jeryeak è l’insieme di musica, canti e danze eseguiti durante il rito ancestrale reale. Si tratta di una composizione musicale volta a celebrare e onorare le virtù e le imprese dei sovrani.
Re Sejong (1418–1450) fu il primo a riorganizzare la musica cerimoniale, creando le composizioni Botaepyeong e Jeongdaeeop. Successivamente, nel 1463 (nono anno di regno di re Sejo), questi brani furono ufficialmente designati come musica rituale ancestrale reale del Santuario Jongmyo.

Viene impiegata una vasta gamma di strumenti appartenenti all’aak (musica di corte), al dangak (musica di origine Tang) e all’hyangak (musica indigena), tra cui pyeonjong, pyeongyeong, chuk, eo, bak, ajaeng, janggu e jeolgo.
Sia Botaepyeong sia Jeongdaeeop comprendono undici brani ciascuno.

Le danze (ilmu) includono la munmu, che celebra le virtù accademiche, e la mumu, che onora le imprese militari. La munmu è una danza misurata e statica, mentre la mumu è potente, energica e ricca di forza.


Il cancello principale del Santuario Jongmyo è chiamato Cancello Oedaemun o Cancello Oesammun. Presenta tre campate (kan, la distanza tra due colonne) sul fronte. A differenza dei cancelli principali dei palazzi reali, la struttura e il design del Cancello Oedaemun sono estremamente semplici, riflettendo il carattere sobrio e rituale del santuario.

All’esterno del cancello principale si trovano la Stele Hamabi e l’eojeong (un pozzo), entrambi riconosciuti come beni culturali materiali della città di Seul.


Il Padiglione Mangmyoru era il luogo in cui operavano gli ufficiali del Santuario Jongmyo. Il suo nome significa “il luogo in cui i re riflettono sui sovrani predecessori e sugli affari di Stato prima del rito ancestrale reale”.
Il padiglione presenta sette campate (kan, la distanza tra due colonne) sul fronte e due campate sui lati; due campate della struttura sono rialzate, conferendo al padiglione una configurazione architettonica particolare.


Il Santuario di Re Gongmin della dinastia Goryeo è il luogo in cui sono custoditi i ritratti di re Gongmin della dinastia Goryeo e della regina Indeok, una principessa mongola. Il nome ufficiale del santuario è “Santuario del Ritratto di Re Gongmin della dinastia Goryeo”.

Si ritiene che il santuario sia stato istituito nel periodo in cui venne costruito il Santuario Jongmyo. Secondo le fonti storiche, durante i lavori di costruzione il ritratto di re Gongmin sarebbe volato all’interno del santuario. In seguito a questo episodio, dopo diverse consultazioni, si decise di custodire ufficialmente il ritratto all’interno del santuario.

All’interno dell’edificio sono conservati il ritratto congiunto di re Gongmin e della regina Indeok, insieme a dipinti raffiguranti cavalli di pregio, simboli di prestigio e potere regale.

La Sala Hyangdaecheong, il cui nome significa “Grande Sala dell’Incenso”, è il luogo in cui venivano custoditi, prima del giorno del rito ancestrale reale, gli oggetti e gli strumenti rituali, tra cui l’incenso, le preghiere rituali scritte e il pyebaek (teli bianchi di ramia) concessi direttamente dal re.

Davanti all’edificio si estende un lungo corridoio coperto, che crea un ampio cortile allungato tra il corridoio stesso e la Sala Hyangdaecheong. La sala fungeva inoltre da luogo di attesa per gli ufficiali rituali durante lo svolgimento del rito ancestrale reale.

La Sala Jaegung è il luogo in cui il re soggiornava insieme al principe ereditario per prepararsi al rito ancestrale. L’edificio è composto dalla stanza del re, dalla stanza del principe ereditario e dal bagno del re. Con il cortile al centro, la stanza del re si trova a nord, quella del principe ereditario a est, mentre il bagno del re è collocato a ovest. L’intero complesso rituale è circondato da mura.

Il re e il principe ereditario accedevano alla Sala Jaegung attraverso il cancello principale, rimanevano nelle rispettive stanze, si lavavano e si vestivano, seguendo un rituale di purificazione del corpo e della mente in preparazione alla cerimonia.

La Sala Jeonsacheong, il cui nome significa “Ufficio degli Affari Rituali”, era il luogo in cui venivano preparate le offerte rituali (cibi) destinate al rito ancestrale reale. Nei periodi ordinari, qui venivano conservati gli utensili e gli oggetti rituali.
La Sala Jeonsacheong fu costruita nel 1395 (quarto anno di regno di re Taejo), contemporaneamente alla fondazione del Santuario Jongmyo, ma venne distrutta durante l’invasione giapponese del 1592. Successivamente fu ricostruita nel 1608. L’edificio, di forma quadrata, sorge all’interno di un cortile in cui sono tuttora visibili mortai in pietra utilizzati per la preparazione dei cibi rituali.

Dall’ingresso della Sala Jeonsacheong, verso ovest si trova il Subokbang, la stanza in cui soggiornavano i subok, i custodi del Santuario Jongmyo. Di fronte ad esso si colloca il Chanmakdan, dove i cibi venivano ispezionati prima di essere offerti, e il Seongsaengwi, dove venivano controllati gli animali sacrificali (bovini, ovini e suini).
A est della Sala Jeonsacheong si trova il Jejeong, il pozzo da cui veniva attinta l’acqua per il rito. Il pozzo è circondato da mura per impedire accessi non autorizzati.


La Sala Principale è l’edificio in cui vengono custodite le tavolette ancestrali dei re e delle regine dopo il periodo di lutto triennale trascorso nel palazzo (27 mesi). Essa costituisce il cuore del Santuario Jongmyo. La Sala Principale ospita le tavolette reali designate come sesil secondo le norme del sesil e del jocheon.

Il cortile della Sala Principale è dotato di tre cancelli. Il cancello meridionale è chiamato sinmun, ovvero “cancello spirituale”, ed è destinato al passaggio degli spiriti. Durante il rito, il re e gli ufficiali rituali utilizzavano il cancello orientale, mentre il cancello occidentale era riservato ai musicisti e ai danzatori.

Davanti al santuario si estende un ampio woldae (stilobate) di 109 metri di larghezza e 69 metri di lunghezza, che rappresenta la dignità e la maestosità della sala del trono. Al centro dello stilobate corre un lungo sillo, il percorso degli spiriti, che dal cancello spirituale conduce direttamente alla sala delle tavolette ancestrali.


Il Santuario Gongsindang è il luogo in cui sono custodite le tavolette spirituali dei sudditi meritevoli dei re e degli imperatori onorati nella Sala Principale. Rispetto alla sala del trono, il Santuario Gongsindang si trova a sud-est dello stilobate.

Al momento della sua fondazione, l’edificio presentava cinque campate (kan, la distanza tra due colonne), ma nel corso del tempo è stato ampliato, arrivando all’attuale struttura di sedici campate. I sudditi meritevoli le cui tavolette sono qui conservate vengono selezionati dopo la morte del rispettivo re o imperatore.
Attualmente, nel Santuario Gongsindang sono custodite un totale di 83 tavolette ancestrali.


Il Santuario Chilsadang è un santuario dedicato a sette divinità provenienti dalla religione popolare e dal Confucianesimo. Qui venivano celebrati riti stagionali per pregare per la pace e la prosperità del Paese.

Le sette divinità venerate sono:
Gukhaeng, dio delle strade;
Gongnyeo, dio dei principi senza discendenza;
Gukmun, dio dei cancelli;
Jungnyu, dio delle stanze;
Sajo, dio del cibo;
Saho, dio delle entrate e delle uscite;
Samyeong, dio della vita e della morte.


Il Padiglione Akgongcheong della Sala Principale fungeva da sala d’attesa per i musicisti strumentisti e i danzatori durante le cerimonie celebrate nella sala principale. Si tratta di un edificio di dimensioni contenute, con sei campate (kan, la distanza tra due colonne) sul fronte e due campate sui lati, dalla struttura semplice e funzionale.


La Sala Yeongnyeongjeon ospita le tavolette reali che hanno seguito il processo di jocheon (trasferimento delle tavolette) dalla Sala Principale, secondo le norme del sesil e del jocheon. Si tratta di un santuario separato, istituito nel 1421 (terzo anno di regno di re Sejong), quando la Sala Principale non disponeva più di spazi sufficienti per accogliere nuove tavolette.

Il nome Yeongnyeong significa “lunga pace per gli antenati reali e per i discendenti”. La sala è nota anche come Jomyo, termine che indica il fatto che le tavolette vengono trasferite dalla Sala Principale.
La struttura complessiva e l’impianto architettonico sono simili a quelli della Sala Principale, ma di dimensioni più ridotte.

Le quattro campate centrali (kan, la distanza tra due colonne) della Sala Yeongnyeongjeon ospitano le quattro generazioni di antenati di re Taejo, ovvero re onorario Mokjo, re Ikjo, re Dojo, re Hwanjo e le rispettive regine. In questa sezione il soffitto è più alto rispetto alle altre parti dell’edificio.
Le sei campate di ciascuna delle sale laterali custodiscono invece le tavolette ancestrali di re e regine, re e regine onorari e imperatori e imperatrici onorari che sono state trasferite dalla Sala Principale.


Il Padiglione Akgongcheong della Sala Yeongnyeongjeon fungeva da sala d’attesa per i musicisti strumentisti e i danzatori durante le cerimonie celebrate presso la Sala Yeongnyeongjeon. L’edificio presenta tre campate (kan, la distanza tra due colonne) sul fronte e una campata sul lato, risultando più piccolo rispetto al Padiglione Akgongcheong della Sala Principale.

Al prossimo approfondimento!

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