Museo di Storia di Seul (1)

Dopo aver parlato dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Ho deciso di tradurre anche i restanti palazzi e luoghi presenti nel sito https://royal.cha.go.kr Dunque, anche per questa volta, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali. Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro. Detto questo… iniziamo!

Impariamo molto dai nostri viaggi. Incontriamo paesaggi sconosciuti, viviamo culture diverse e arricchiamo la nostra comprensione di mondi distanti dal nostro. Riflettendo su queste differenze, finiamo per conoscere meglio noi stessi. Il Museo di Storia di Seul vi accompagna in un viaggio, ma attraverso il tempo piuttosto che nello spazio. È un luogo dove esplorare la cronologia di Seul — dalla sua nascita fino alla sua fama di metropoli globale — osservando i cambiamenti che l'hanno resa la città che conosciamo oggi e immaginando come si evolverà in futuro. Come testimoniano i classici orientali, la storia è stata a lungo considerata uno "specchio" (鑑). I nostri antenati credevano che la storia non fosse fatta solo di racconti del passato, ma che fosse un mezzo riflettente capace di mostrarci il presente. Le esposizioni permanenti del Museo di Storia di Seul mostrano le origini della città, la vita dei suoi abitanti e la sua trasformazione nella società moderna. Sono inoltre esposti diversi reperti donati che raccontano la storia e la cultura locale. Oltre a ciò, sono disponibili numerosi programmi interattivi ed eventi culturali dedicati sia ai bambini che alle famiglie. Il Museo di Storia di Seul preserva la storia e le memorie della città, le condivide con i visitatori di oggi e le tramanda alle generazioni future.

Museo di Cheonggyecheon


Il Museo del Cheonggyecheon, decorato con una lunga installazione in vetro, simboleggia il torrente Cheonggyecheon, recentemente ripristinato e riaperto il 1° ottobre 2005. Il museo comprende una sala per le esposizioni permanenti, una per le mostre temporanee e un auditorium per eventi culturali. I visitatori possono scoprire i dettagli del progetto di ripristino che, tra il luglio 2003 e l'ottobre 2005, ha cambiato per sempre il volto della città in soli due anni e tre mesi.

Contenuti della Mostra 

Il Cheonggyecheon è un importante corso d'acqua che attraversava il centro di Seul molto prima che la città diventasse la capitale della dinastia Joseon. La sua storia, che scorre parallelamente a quella della metropoli, è esposta nella Sala delle Esposizioni Permanenti. La prima sezione riguarda la storia del torrente prima che venisse coperto. Successivamente, i visitatori attraversano uno spazio dove è ricreato il ponte Gwangtong (rimasto sepolto sottoterra fino al ripristino) per approfondire il progetto di recupero. La mostra aiuta inoltre a comprendere come questo intervento abbia trasformato il valore estetico e le aree circostanti, e quale ruolo il Cheonggyecheon abbia avuto nella vita dei cittadini fin dal periodo Joseon. Infine, vengono illustrati i ruoli futuri del torrente nel percorso di Seul verso il traguardo di città eco-sostenibile.


Percorso dal 4° al 2° piano

1. Trasformazione da torrente naturale a "Gaecheon"

Per gli abitanti di Hanyang (l'antico nome di Seul), il torrente che scorreva da ovest a est era una risorsa naturale fondamentale per l'approvvigionamento idrico e lo scarico dei rifiuti. Secondo i principi della geomanzia, era proprio questo corso d'acqua a elevare lo status dell'area urbana, rendendola un sito propizio. Tuttavia, le inondazioni minacciavano costantemente la popolazione a causa delle montagne circostanti, delle piogge estive concentrate e del letto del fiume sabbioso. Nel 1411, Re Taejong istituì un dipartimento governativo (Gaegeodogam) responsabile dell'ingegneria idraulica. Il termine "Gaecheon" si riferisce proprio all'opera di dragaggio e ampliamento del torrente naturale. Circa 52.800 lavoratori trasformarono il corso d'acqua in un canale artificiale che, da oltre 600 anni, è parte integrante della vita quotidiana dei residenti.

2. Dal torrente Cheonggyecheon alla strada Cheonggyero

Durante l'occupazione giapponese, il Cheonggyecheon fu soprannominato "il cancro della città". L'aumento della popolazione e l'industrializzazione ne degradarono rapidamente la qualità dell'acqua, portando alla scomparsa delle tradizioni popolari che si svolgevano lungo le sue sponde. Nonostante le richieste dei cittadini di coprire il torrente, le autorità giapponesi ignorarono il problema fino al 1936, ma i piani rimasero sulla carta a causa dello sforzo bellico. I lavori di copertura iniziarono finalmente nel 1958 e terminarono nel 1977. Il torrente divenne la strada Cheonggyero, affiancata da mercati e fabbriche simbolo dell'industrializzazione coreana. L'autostrada sopraelevata costruita sopra la strada divenne, insieme all'edificio Samil (3.1), l'emblema del progresso e della modernizzazione della Corea.

3. Il progetto di ripristino del Cheonggyecheon

Verso la metà degli anni '90, i crolli del ponte Seongsu e dei grandi magazzini Sampoong, seguiti dalla crisi finanziaria del 1997, segnarono la fine dell'era dello sviluppo sfrenato. La gestione ecologica e la conservazione del patrimonio storico divennero priorità per il governo locale. Poiché l'autostrada sopraelevata mostrava gravi segni di cedimento, si decise di demolirla per ripristinare il torrente originario. La questione divenne centrale nelle elezioni del sindaco di Seul del 2002. Il candidato Lee Myung-bak vinse con la promessa di un ripristino immediato. I lavori durarono 2 anni e 3 mesi, riportando alla luce 5,84 km del corso del Cheonggyecheon.

4. Dopo il ripristino

Oggi il Cheonggyecheon è uno dei luoghi più frequentati di Seul, con circa 60.000 visitatori al giorno. Sebbene i residenti siano molto soddisfatti della trasformazione, non mancano le voci critiche. Alcuni sostengono che il progetto sia stato più un intervento edilizio che un vero ripristino ecologico, definendolo un canale artificiale alimentato dal fiume Hangang anziché dai suoi affluenti naturali. Il recupero del patrimonio storico è stato minimo, lasciando il Cheonggyecheon come un'opera ancora incompleta, il cui futuro resta aperto alla partecipazione dei cittadini di Seul.

Museo delle mura della città di Seoul

Inaugurato il 31 luglio 2014 e riaperto il 6 settembre 2016 dopo un periodo di ristrutturazione, il Museo delle Mura di Seul celebra una struttura costruita nel 1396 che protegge la città da oltre 600 anni. Le mura furono erette seguendo la topografia naturale del terreno; per questo motivo, nonostante i parziali danni subiti durante il processo di modernizzazione, questo patrimonio culturale ha potuto mantenere la sua forma originale, coesistendo armoniosamente con lo sviluppo urbano. Situato nel Parco delle Mura di Dongdaemun, il museo espone la storia e la cultura delle mura dalla dinastia Joseon ai giorni nostri. È uno spazio culturale dotato di sale per esposizioni permanenti e temporanee, un centro informazioni e una sala studio. Qui i visitatori possono sperimentare sei secoli di storia e comprendere il valore futuro delle mura come patrimonio dell'umanità.


Atrio del Primo Piano

Le mura abbracciano Seul Nell'atrio, una grande installazione multimediale (multi-vision) introduce i visitatori alle memorie delle mura attraverso immagini del passato e del presente, creando un legame visivo tra le diverse epoche della città.


Sale Espositive Permanenti

1. Sala Permanente 1 – Le Mura di Seul

Attraverso modelli in miniatura e video che offrono una visione d'insieme dell'intera cinta muraria, i visitatori possono cogliere il significato di questo monumento, oggi simbolo culturale di Seul. Inoltre, l'angolo "Digital City Wall Tour" permette di percorrere virtualmente i 18,627 km delle mura, ricevendo informazioni utili durante il tragitto.

Seul e le sue mura Seul è una metropoli gigante di 605 km² con 10 milioni di abitanti, in costante mutamento. Tuttavia, non è solo modernità: è una città storica dove il passato coesiste con il presente. Le mura, testimoni dei passi storici della città, ne sono la prova. Costruite nel 1396 a Hanyang (l'odierna Seul), segnavano i confini della capitale e proteggevano la vita dei cittadini. Sebbene la loro funzione difensiva sia svanita con la modernizzazione, le mura occupano ancora il centro funzionale di Seul, rivivendo oggi grazie a scavi e restauri.

2. Sala Permanente 2 – Costruzione e Gestione delle Mura

Questa sezione approfondisce come la città murata riflettesse l'ideologia e lo status della nazione.

La costruzione Fondata nel 1392, la dinastia Joseon scelse Hanyang come capitale. Le mura furono edificate seguendo l'andamento del terreno e organizzate secondo i principi del confucianesimo. Le strade interne erano collegate al resto del paese tramite le porte delle mura, mentre il fiume Hangang fungeva da via commerciale. Nonostante le invasioni giapponesi e Qing tra il XVI e il XVII secolo, la struttura di base è rimasta pressoché invariata per 500 anni grazie a costanti lavori di manutenzione.

Gestione e vita quotidiana Le mura simboleggiavano il prestigio del re e l'autorità nazionale. Durante il regno di Re Sejong (1418-1450), fu creato un camminamento di ronda (sunsimno) lungo il perimetro, percorso quotidianamente dai soldati per ispezioni. Le porte Sungnyemun e Heunginjimun, che accoglievano gli inviati stranieri, furono costruite con maestosità. La vita dei residenti era scandita dagli orari di apertura e chiusura delle porte, e dal regno di Re Yeongjo ogni segmento delle mura fu affidato ai cittadini affinché lo difendessero in caso di emergenza.

3. Sala Permanente 3 – Danni e Rinascita delle Mura

Questa sala illustra il periodo turbolento in cui le mura furono danneggiate durante l'occupazione giapponese e la successiva modernizzazione, per poi essere restituite ai cittadini.

Il danneggiamento Con l'espansione urbana e l'avvento di nuove armi, il valore militare delle mura diminuì. Molte cinte murarie nel mondo furono demolite, e Seul non fece eccezione. Durante l'occupazione, il Giappone smantellò sistematicamente le mura in pianura e trascurò le porte simboliche. La costruzione del santuario shintoista sul monte Namsan e dello stadio Gyeongseong a Dongdaemun causò gravi danni, riducendo le mura a cumuli di macerie che riflettevano il dolore di una nazione in rovina.

La rinascita A differenza di altre capitali costruite in pianura, la conformazione collinare delle mura di Seul ha permesso la conservazione di gran parte della struttura. In tempi moderni, è nata la consapevolezza della necessità di preservare questo legame con la tradizione. Le mura sono state recuperate come eredità monumentale e identità di Seul. Sebbene alcuni restauri iniziali abbiano talvolta compromesso l'autenticità originale, oggi le mura rinascono come simbolo di un'era nuova, che cerca l'armonia tra uomo e natura, tra passato e presente.

Casa-museo di BaekInje

Situata a Gahoe-dong, nel quartiere di Bukchon, la Casa-Museo di Baek In-je è un esempio eccellentemente conservato di hanok moderno (casa tradizionale coreana), costruito durante l'epoca coloniale giapponese. La proprietà si estende su un'area di 2.460 m² che domina Bukchon e comprende un elegante sarangchae (area per gli ospiti), un anchae (area principale), ampi giardini e una piccola dependance situata nel punto più alto del terreno. Oltre a preservare la bellezza tradizionale dell'architettura coreana, la casa presenta tocchi architettonici moderni. Per dimensioni e valore storico, è considerata una struttura rappresentativa di Bukchon insieme alla Casa di Yun Bo-seon.


Caratteristiche Architettoniche

La Casa-Museo di Baek In-je fu costruita utilizzando pini neri provenienti dalle sponde del fiume Amnok, introdotti per la prima volta a Seul in occasione dell'Esposizione di Gyeongseong del 1907. Presenta diverse caratteristiche uniche che la distinguono dalle tipiche dimore dell'alta società dell'epoca:

  • Collegamento degli spazi: A differenza degli hanok tradizionali dove il sarangchae e l'anchae sono separati, qui le due aree sono collegate da un corridoio interno, permettendo agli abitanti di spostarsi senza dover uscire all'aperto.

  • Influenze moderne e straniere: I corridoi in stile giapponese, i tappeti tatami, l'uso di mattoni rossi e le numerose finestre in vetro sono tratti distintivi dell'epoca.

  • Struttura a due piani: Una parte del sarangchae è costruita su due livelli, una caratteristica unica quasi impossibile da trovare negli hanok tradizionali della dinastia Joseon.

In questa residenza è possibile ammirare l'armonia tra il sarangchae visto dal giardino, lo spazioso anchae dal cortile interno e la dependance dal retro: un patrimonio culturale prezioso che racchiude in sé ogni sfumatura della bellezza delle case tradizionali.


Storia della Casa-Museo

La dimora fu costruita nel 1913 da Han Sang-ryong, all'epoca direttore esecutivo della Banca Hanseong. La proprietà passò poi a Baek In-je nel 1944, dopo essere appartenuta alla banca stessa e a Choi Seon-ik.

  • Il periodo della Banca Hanseong: Sotto la proprietà della banca, l'edificio fu affittato dal gruppo religioso del Cheondoismo, che lo utilizzò come luogo di incontro e alloggio per i seguaci provenienti da altre città.

  • L'era di Choi Seon-ik: Successivamente, la casa passò a Choi Seon-ik, un giovane miliardario di Gaeseong. Nel 1932, a soli 27 anni, assunse il controllo del quotidiano Chosun JoongAng Ilbo e nominò presidente Lyuh Woon-hyung, celebre attivista per l'indipendenza coreana, segnando un'era importante nel giornalismo nazionale.

  • Baek In-je e il presente: Baek In-je, figura di spicco nel panorama medico coreano, e la sua famiglia acquisirono la proprietà nel 1944. Nel 1977, la casa è stata dichiarata Patrimonio Culturale Popolare n. 22 dal Governo Metropolitano di Seul.

Il Governo Metropolitano di Seul ha rilevato la struttura nel 2009 e, dopo un attento restauro volto a trasformarla in uno spazio espositivo, l'ha ufficialmente aperta al pubblico come Casa-Museo di Baek In-je il 18 novembre 2015.

Museo di storia di Donuimun

Il Museo Storico di Donuimun è uno spazio culturale di recente fondazione, creato unendo i vecchi edifici che ospitavano i ristoranti del villaggio di Saemunan. Originariamente costruiti come abitazioni negli anni '60, questi edifici hanno ospitato un ristorante italiano, Agio, e un ristorante tradizionale coreano, Hanjeong, dagli anni '90 fino alla fine degli anni 2000. Il museo è stato realizzato rispettando la struttura architettonica originale di questi edifici, con rinforzi di sicurezza per trasformarli in uno spazio espositivo.

Negli ex edifici Agio e Hanjeong sono esposte le storie delle strade, dell'architettura e delle persone che un tempo formavano l'area e la sua storia, concentrandosi sulle divisioni del villaggio di Saemunan: Hanyang Doseong (le mura di Seul), le mura del Palazzo Gyeonghuigung e la strada Saemunan-ro. I resti storici sono preservati e mostrano vividamente il sito originale dove sono state scavate le rovine delle mura del Palazzo Gyeonghuigung, fungendo anche da sito educativo.


AGIO

1. Storia dell'area della Porta Donuimun: Dinastia Joseon

Questo spazio mostra l'aspetto dell'area di Donuimun durante la dinastia Joseon. La storia della Porta Donuimun, la porta occidentale delle mura di Seul, può essere osservata attraverso il Seogwoldo, un dipinto che ritrae il Palazzo Gyeonghuigung situato all'interno della porta. Varie scene di vita all'esterno della porta sono introdotte tramite un video del Gyeonggi gamyeongdo.

Storia dell'area della Porta Donuimun: Dopo l'apertura dei porti

Qui viene illustrata l'area dalla fine del XIX secolo fino all'occupazione giapponese. Un modello in scala di un tram che attraversa la porta simboleggia i rapidi cambiamenti dell'epoca. Lo spazio mostra anche i mutamenti seguiti alla demolizione della Porta Donuimun, che era stata un centro per la diplomazia occidentale e per il traffico sin dall'entrata in servizio dei tram.

2. Record e ricordi di due villaggi: Gyonam-dong e il villaggio di Saemunan

Questo spazio espone le testimonianze di Gyonam-dong dagli anni '50 fino alla sua demolizione nel 2013 a causa di un piano di riqualificazione, e traccia la formazione e la trasformazione architettonica urbana del villaggio di Saemunan, recentemente rinato come "Villaggio Museo di Donuimun". I vecchi villaggi possono essere identificati attraverso video e modelli in scala basati su dati di indagini in loco.


HANJEONG

1. Rigenerazione urbana del villaggio di Saemunan / Galleria fotografica

In questa sezione viene esposto il processo attraverso il quale il villaggio di Saemunan è diventato il Villaggio Museo di Donuimun. La trasformazione può essere osservata attraverso una sequenza di foto in time-lapse scattate quotidianamente dal 2015 al 2017. È presente anche una galleria con le tracce del villaggio e un angolo dedicato ai visitatori per condividere le proprie esperienze.

2. La storia degli abitanti del villaggio di Saemunan

Il villaggio di Saemunan era un tempo densamente popolato da case private per il tutoraggio studentesco, trasformatesi poi in un centro di ristorazione per gli impiegati degli uffici. La storia del villaggio è raccontata qui attraverso le voci di chi gestiva i ristoranti. È presente anche una mappa che riproduce l'aspetto originario di Saemunan, con i suoi vicoli pieni di locali.


Resti Storici

1. Rovine delle mura del Palazzo Gyeonghuigung

Questo spazio mostra le mura del Palazzo Gyeonghuigung nel loro stato originale di scavo. È stata costruita una piattaforma panoramica per permettere al pubblico di camminare direttamente sopra il sito storico e osservare il reperto da vicino. Oltre alle mura del palazzo, sono qui raggruppati per l'osservazione anche i siti di vecchi edifici del periodo coloniale giapponese, sistemi di riscaldamento ondol e antichi vicoli.

Museo del sito storico di Gongpyeong


Durante la promozione del Progetto di Manutenzione dell'Ambiente Urbano nelle zone 1, 2 e 4 di Gongpyeong nel 2015, sono stati riportati alla luce nella loro interezza gli antichi vicoli e i siti edilizi della città storica di Seul, risalenti sia all'epoca di "Hanyang" (regno di Joseon) che alla più recente "Gyeongseong". In risposta a ciò, il governo metropolitano di Seul ha inaugurato il Museo dei Siti Storici di Gongpyeong il 12 settembre 2018, con l'obiettivo di preservare intatti i resti e le memorie del passato esattamente dove si trovano oggi. Questo ha segnato il primo caso senza precedenti in cui i beni culturali rinvenuti durante un progetto di manutenzione del centro città sono stati tutelati applicando la "Regola di Gongpyeong-dong", ovvero la conservazione dei resti storici in situ.

La Regola di Gongpyeong-dong

La Regola di Gongpyeong-dong stabilisce che tutti i beni culturali rinvenuti durante l'attuazione di progetti di manutenzione urbana debbano essere preservati nel luogo del loro ritrovamento. Questa norma nasce dalla consapevolezza della necessità di una conservazione integrale dei beni culturali e incoraggia la partecipazione volontaria dei costruttori attraverso la concessione di incentivi sull'indice di edificabilità (area-ratio), basati sulla superficie necessaria alla conservazione del reperto, dopo aver progettato una struttura architettonica personalizzata per tale scopo. In seguito alla creazione di linee guida basate sulla costruzione di musei di siti storici, il governo di Seul ha consultato un supervisore architettonico cittadino, rendendo operativa la struttura attuale del museo.

I Ritrovamenti e le Esposizioni

L'indagine di scavo condotta tra il 2014 e il 2015 ha rivelato un totale di 108 siti edilizi, arterie stradali, vicoli e altre tracce storiche, insieme a oltre 1.000 manufatti di uso quotidiano. Tra i reperti scavati, quelli appartenenti al quarto strato (XVI-XVII secolo) sono stati rinvenuti nella forma più completa prima di essere integrati nel percorso museale per il restauro.

Alcuni dei ritrovamenti principali includono tre siti edilizi:

  • Una grande casa a Jeon-dong.

  • Una casa di vicolo a pianta quadrata.

  • Una piccola casa su Imunan-gil.

Questi siti sono presentati come il cuore del contenuto espositivo attraverso vari metodi, tra cui strutture miniaturizzate (1/10 della dimensione originale), installazioni di realtà virtuale e una replica in scala 1:1 fedelmente restaurata sopra i reperti originali, per completare la riproduzione della Hanyang del XVI-XVII secolo. I visitatori possono percorrere i vicoli un tempo frequentati durante il regno di Joseon, come Imunan-gil e il vicolo di Jeon-dong, rivivendo in prima persona la vita quotidiana di quell'epoca fino ai giorni nostri.

Al prossimo approfondimento! 

Posta un commento

0 Commenti