L’equilibrio
del corpo
Storicamente, i coreani hanno sempre attribuito al cibo un ruolo fondamentale come medicina, secondo il principio dello yaksikdongwon: ciò che mangiamo può curarci. Consumati al momento giusto, gli alimenti sono considerati in grado di ristabilire l’equilibrio del corpo. Per mantenere l’armonia tra le energie opposte, lo eumyang (equivalente dello yin e yang), è essenziale mangiare seguendo le stagioni e le esigenze del proprio organismo. Nell’antica corte reale, questo equilibrio si rifletteva nei piatti attraverso i cinque colori cardinali dell’obangsaek: bianco, nero, verde, rosso e giallo. Anche oggi il cibo mantiene questo valore terapeutico. Un esempio perfetto è il concetto di iyeolchiyeol, ovvero “combattere il caldo con il caldo”: durante i giorni più afosi, i coreani mangiano il samgyetang, una zuppa di pollo bollente. L’idea è semplice ma geniale: sudare aiuta a regolare la temperatura corporea, mentre ingredienti come ginseng, aglio e giuggiole nutrono e rinforzano l’organismo.
I doni della
terra
La cucina coreana segue profondamente il ritmo
delle stagioni. Con montagne e foreste che coprono oltre il 70% del territorio,
la tradizione gastronomica è ricca di erbe e verdure selvatiche raccolte in
primavera. Allo stesso tempo, le lunghe coste offrono una grande varietà di
pesce tutto l’anno. Uno degli elementi distintivi è la fermentazione,
utilizzata fin dal III secolo per conservare carne, pesce e verdure. Questa
tecnica non solo prolunga la durata degli alimenti, ma ne intensifica anche i
sapori e il valore nutrizionale. Le diverse regioni della Corea hanno
sviluppato identità culinarie uniche: dal celebre bibimbap di Jeonju
alle zuppe robuste di ossa di bue tipiche di Seoul. Nonostante l’evoluzione dei
gusti, la cucina resta profondamente legata al territorio.
Le regole a
tavola
In Corea, il modo in cui si mangia è importante
quanto ciò che si mangia. L’etichetta vuole che la persona più anziana inizi
per prima. Prima di mangiare si dice jal meokkesseumnida (“mangerò
bene”), mentre alla fine del pasto si ringrazia con jal meogeosseumnida
(“ho mangiato bene”). Ci sono anche piccole regole da rispettare: la ciotola di
riso non va sollevata dal tavolo, e le bacchette non devono mai essere infilate
verticalmente nel riso, gesto associato ai rituali funebri. Inoltre, è
considerato maleducato “frugare” nei piatti condivisi.
Dalla cucina
alla tavola
La cucina tradizionale coreana utilizza poco il
forno, motivo per cui molte case nemmeno lo possiedono. Si cucina
principalmente su fornelli o piccoli bruciatori a gas, spesso usati anche per
il barbecue coreano. Quasi tutte le famiglie hanno un frigorifero dedicato al
kimchi, progettato per controllarne la fermentazione, oltre a una cuociriso
(che, secondo una superstizione, dovrebbe essere il primo oggetto portato in
una nuova casa). Una volta pronta la tavola, si mangia insieme: tutti
condividono gli stessi piatti, immergendo i cucchiai nella stessa pentola
fumante di kimchi jjigae, prendendo pezzi di pesce e componendo il
proprio piatto con un po’ di tutto. È un’esperienza profondamente comunitaria.
Una nuova era
Oggi, però, lo stile di vita moderno ha cambiato
molte abitudini. Le lunghe ore di lavoro rendono la cucina casalinga meno
frequente e i pasti più semplici. Sempre più spesso si preparano piatti in
quantità per più giorni, si acquistano banchan già pronti o si ricorre
al take-away. Grazie alla tecnologia e alla velocità delle consegne, ordinare
cibo è diventato semplicissimo. Eppure, anche il delivery mantiene un tocco
“casalingo”: alcuni ristoranti consegnano il cibo in piatti veri, che vengono
poi ritirati successivamente. L’aumento delle famiglie mononucleari ha inoltre
portato fenomeni come i mukbang, video in cui si mangia davanti alla
telecamera, diventati una sorta di compagnia virtuale per chi mangia da solo. Anche
se le abitudini domestiche stanno cambiando, il desiderio di mangiare insieme
non è scomparso nella società coreana. Sempre più spesso, e forse
inevitabilmente, le abitudini alimentari si stanno spostando verso i ristoranti
locali, di cui il Paese è straordinariamente ricco.
Mangiare fuori
Mangiare fuori è parte integrante della cultura
coreana. Seoul, in particolare, ha una delle più alte concentrazioni di
ristoranti al mondo. Preparare piatti
complessi con tanti banchan richiede tempo, quindi spesso è più pratico
andare al ristorante. Inoltre, i prezzi accessibili, gli orari flessibili e la
qualità del cibo rendono questa scelta ancora più diffusa. A Seoul, i fast food affollano le
stazioni della metropolitana, i quartieri degli affari sono pieni di locali, e
ogni quartiere ha strade fiancheggiate da ristoranti. Fuori dalla capitale,
anche il villaggio più piccolo offre opzioni per mangiare fuori.
Meglio insieme
Il cibo è al centro della socialità: ristoranti e
tavole sono luoghi di incontro per famiglie, amici e colleghi. Si decide
insieme cosa mangiare e si condividono i piatti. In molti ristoranti,
non sono disponibili porzioni per una sola persona. Sebbene ordinare e mangiare
siano attività collettive, pagare di solito non lo è. È comune che una persona
paghi l’intero conto, con l’intesa che qualcun altro lo farà la volta successiva
o pagherà le bevande più tardi nella serata. I membri delle generazioni più
giovani, tuttavia, si sentono sempre più a loro agio nel rompere la tradizione,
dividendo il conto o mangiando da soli.
Tra tradizione e alta cucina
Quando si parla di serate fuori, poche cose battono un gogitjip, ovvero un ristorante di barbecue. I gogitjip servono generalmente sia manzo che maiale, e i ristoranti di fascia alta spesso pubblicizzano l’Hanwoo: carne bovina proveniente da una razza autoctona, rinomata per la sua marezzatura. Anche i gogitjip più semplici riescono a combinare senza sforzo cibo delizioso e un’atmosfera conviviale. Gli ospiti cucinano la propria carne su griglie da tavolo a carbone o gas. Ad accompagnare la carne ci sono riso, kimchi, aglio, ssamjang (una miscela di pasta di soia e gochujang) e una varietà di altri contorni, offrendo ai commensali la possibilità di personalizzare il piatto secondo i propri gusti. Il senso di convivialità è amplificato dal fatto che il barbecue è sempre accompagnato da birra e soju, rendendo ogni cena una vera e propria festa.
Street food

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