I palazzi coreani: Gyeonghuigung

Come vi avevo promesso, iniziamo con l’articolo di oggi a parlare dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Il quinto ed ultimo palazzo di cui vi voglio parlare è Gyeonghuigung. Per vedere le altre parti poi potrete cliccare nel menù su Le serie (2026). Comunque non preoccupatevi perché non finisce qui, ci sono altri siti archeologici di cui vi voglio parlare che saranno i protagonisti dei prossimi articoli!

Inizialmente avevo pensato di realizzare uno dei miei soliti pezzi, poi però mi sono imbattuta in un sito davvero straordinario — che, tra le altre cose, vi consiglio caldamente di esplorare e che trovate alla fine dell’articolo — in cui sono raccolte tutte, ma proprio tutte, le informazioni più importanti e dettagliate sui palazzi reali coreani.

La risorsa è però disponibile esclusivamente in lingua inglese. Per questo motivo ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito: tradurre per voi le parti più significative e costruirci attorno un articolo. Dunque, per la prima volta dopo tanto tempo, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali.

Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro.

Detto questo… iniziamo!

Il Palazzo Gyeonghuigung (Sito Storico n. 271) era un palazzo secondario della tarda dinastia Joseon. La sua costruzione ebbe inizio nel 1617 (9° anno del regno del Principe Gwanghae) e fu completata nel 1623 (15° anno del regno dello stesso principe).

Prima della costruzione del palazzo, l'area ospitava la residenza del Principe Jeongwon, padre di Re Injo. Secondo la leggenda, la casa fu confiscata e il palazzo edificato poiché si diceva che il luogo emanasse un'energia regale. Sebbene il nome originale fosse Gyeongdeokgung, nel 1760 (36° anno del regno di Re Yeongjo) fu ribattezzato Gyeonghuigung, poiché la pronuncia originale era troppo simile a "Gyeongdeok", il nome postumo di Re Wonjong.

Il governo metropolitano di Seoul ha avviato gli scavi nel sito di Gyeonghuigung nel 1987, restaurando edifici come la Sala Sungjeongjeon e aprendoli al pubblico nel 2002. 

Edifici del Palazzo Gyeonghuigung

  1. Porta Heunghwamun: La porta principale del palazzo, designata come Patrimonio Culturale Tangibile di Seoul n. 19. Durante il progetto di restauro del 1988, la porta è stata spostata nel sito attuale; tuttavia, poiché la sua posizione originale era già occupata dall'edificio dell'Esercito della Salvezza, è stata ricostruita dove si trova oggi.
  2. Ponte Geumcheongyo: Un ponte di pietra che attraversa il fossato, necessario per accedere al complesso dopo aver varcato la Porta Heunghwamun.
  3. Sala Sungjeongjeon: Il luogo all'interno del palazzo dove il re teneva le udienze mattutine con i cortigiani o ospitava eventi ufficiali, inclusi banchetti o ricevimenti per gli inviati stranieri.
  4. Sala Jajeongjeon: Uno spazio dedicato agli incontri tra il re e i suoi funzionari, alla celebrazione di eventi o allo svolgimento dei doveri ufficiali.
  5. Sala Taeryeongjeon: Edificio utilizzato per conservare i ritratti di Re Yeongjo. Originariamente la sua funzione non era specificata.
  6. Seoam (Roccia Occidentale): Un masso dalla forma insolita situato dietro la Sala Taeryeongjeon. Sotto il masso si trova la cosiddetta "Fontana della Roccia", nota da tempo come una delle attrazioni del palazzo.

1. La Profezia dell'Energia Regale (Feng Shui)

La scelta del sito non fu casuale ma dettata dalla disciplina del Pungsu (il Feng Shui coreano). All'inizio del XVII secolo, si diffuse la voce che il terreno sotto la residenza del Principe Jeongwon possedesse una "Wang-gi" (energia reale) così potente da poter generare un nuovo re. Il Principe Gwanghae, all'epoca sovrano e tormentato dal timore di perdere il trono, confiscò la proprietà e vi costruì il palazzo proprio per "domare" o appropriarsi di tale energia. Paradossalmente, la profezia si avverò: il figlio del proprietario espropriato salì effettivamente al trono come Re Injo dopo un colpo di stato che depose Gwanghae.

2. Gyeonghuigung come "Palazzo d'Occidente"

Durante la dinastia Joseon, Gyeonghuigung era conosciuto come Seogwol (Palazzo d'Occidente). Insieme a Changdeokgung (il Palazzo d'Oriente), fungeva da residenza d'emergenza o palazzo secondario (Haenggung). Era il luogo preferito da molti sovrani, tra cui Re Sukjong e Re Yeongjo, per la sua posizione elevata e l'aria più salubre rispetto ai palazzi situati in pianura. Nel suo periodo di massimo splendore, contava oltre 100 edifici e un'estensione immensa che collegava le pendici del monte Inwangsan con il centro della città.

3. La Tragica Distruzione e il Restauro

A differenza degli altri "Cinque Grandi Palazzi", Gyeonghuigung subì una distruzione quasi totale durante l'occupazione giapponese (1910-1945). I giapponesi trasformarono l'area in una scuola per i propri cittadini (la Gyeongseong Middle School), abbattendo la quasi totalità delle strutture originali. La Porta Heunghwamun, ad esempio, fu venduta e utilizzata come ingresso per un tempio e successivamente per un hotel, prima di tornare "a casa" nel 1988. Ciò che vediamo oggi è un restauro parziale basato sulle mappe d'epoca, poiché gran parte del terreno originale è ormai occupato da strade e uffici governativi.

4. Simbolismo Architettonico: Sungjeongjeon e Jajeongjeon

La Sala Sungjeongjeon è il cuore politico del palazzo. La sua architettura riflette l'autorità reale con il soffitto decorato da due draghi dorati che lottano per una perla, simbolo di saggezza e potere supremo. La Sala Jajeongjeon, situata proprio dietro, era invece l'ufficio privato del re. È qui che venivano prese le decisioni più delicate della tarda dinastia Joseon, lontano dagli occhi cerimoniali della corte esterna. La vicinanza tra questi due edifici sottolinea la funzione di Gyeonghuigung come centro operativo del governo, non solo come residenza estetica.

5. Il Mistero di Seoam (La Roccia Occidentale)

Situata dietro la Sala Taeryeongjeon, questa formazione rocciosa è intrisa di leggenda. Anticamente chiamata Am-am (Roccia del Re), si credeva fosse il punto focale da cui scaturiva l'energia regale menzionata nelle profezie. La "Fontana della Roccia" (Am-cheon) che scorre sotto di essa non è solo un elemento paesaggistico, ma rappresentava la purificazione e la continuità della dinastia. Ancora oggi, è uno dei pochi elementi naturali originali rimasti intatti dal XVII secolo, sopravvissuto a tutte le demolizioni.

6. La Sala Taeryeongjeon e il Culto degli Antenati

Sebbene inizialmente non avesse una funzione specifica, questa sala divenne cruciale sotto il regno di Re Yeongjo. Egli vi fece collocare il proprio ritratto (Eojin), trasformando lo spazio in un luogo di venerazione e autorappresentazione. Questo sottolinea come Gyeonghuigung non fosse solo un ufficio politico, ma un luogo dove l'immagine del sovrano veniva preservata per l'eternità, legando indissolubilmente la struttura fisica alla memoria spirituale della famiglia reale.


Un Curioso Dettaglio Storico

Sapevi che la Sala Sungjeongjeon originale esiste ancora ma non si trova a Gyeonghuigung? Durante il periodo coloniale fu venduta e spostata nel tempio Jogyesa e poi all'università Dongguk, dove si trova tuttora (rinominata Jeonggakwon). Quella che visiti oggi nel complesso del palazzo è una fedele ricostruzione moderna.

Al prossimo approfondimento! 


Posta un commento

0 Commenti