8 febbraio 2026

I palazzi coreani: Gyeongbokgung (1)

Come vi avevo promesso, iniziamo con l’articolo di oggi a parlare dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Il palazzo da cui partiremo è il più grande e il più famoso: Gyeongbokgung.

Inizialmente avevo pensato di realizzare uno dei miei soliti pezzi, poi però mi sono imbattuta in un sito davvero straordinario — che, tra le altre cose, vi consiglio caldamente di esplorare e che trovate alla fine dell’articolo — in cui sono raccolte tutte, ma proprio tutte, le informazioni più importanti e dettagliate sui palazzi reali coreani.

La risorsa è però disponibile esclusivamente in lingua inglese. Per questo motivo ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito: tradurre per voi le parti più significative e costruirci attorno un articolo. Dunque, per la prima volta dopo tanto tempo, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali.

Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro.

Detto questo… iniziamo!


Il Palazzo Gyeongbokgung è il palazzo principale della dinastia Joseon, fondato nel 1395 (quarto anno di regno di re Taejo) dopo la nascita della dinastia nel 1392. Alle sue spalle si erge il monte Bugaksan, mentre davanti al Cancello Gwanghwamun, l’ingresso principale del palazzo, si estende l’ampia strada Yukjo. Il nome Gyeongbok significa che “la nuova dinastia godrà di buona sorte e prospererà”. Gyeongbokgung fu inoltre il luogo in cui venne creato e diffuso l’Hunminjeongeum, il sistema di scrittura della lingua coreana.

Il Palazzo Gyeongbokgung venne distrutto durante l’invasione giapponese del 1592 (venticinquesimo anno di regno di re Seonjo). Rimase in rovina per molti anni, fino a quando fu restaurato nel 1867 (quarto anno di regno di re Gojong), 270 anni dopo la fine della guerra. Durante il restauro voluto da re Gojong, il complesso fu ampliato con nuovi edifici, tra cui il Palazzo Geoncheonggung, la Sala Taewonjeon e Jibokjae. In particolare, il Padiglione Okhoru, situato all’interno del Palazzo Geoncheonggung, è il luogo in cui avvenne il tragico episodio dell’assassinio dell’Imperatrice Myeongseong nel 1895.

Il vergognoso Trattato Corea–Giappone del 1910 segnò l’inizio della distruzione sistematica del Palazzo Gyeongbokgung. La maggior parte degli edifici venne demolita per ospitare l’Esposizione Industriale Joseon del 1915. Nel 1926, l’intero palazzo fu letteralmente oscurato dalla costruzione dell’edificio del Governatore Generale di Joseon. Il progetto di restauro del palazzo ebbe inizio negli anni Novanta, e nel 1996 l’edificio del Governatore Generale venne demolito. Le aree attorno al Cancello Heungnyemun, agli alloggi reali, al Palazzo Geoncheonggung, alla Sala Taewonjeon e al Cancello Gwanghwamun sono state restaurate e sono giunte fino a noi nella loro forma attuale.

Cancello Gwanghwamun


Il Cancello Gwanghwamun è l’ingresso principale del Gyeongbokgung. Il nome Gwanghwa significa “influenza virtuosa esercitata dal re”, mentre il suffisso -mun indica semplicemente “cancello”. A differenza dei cancelli principali degli altri palazzi, il Cancello Gwanghwamun presenta un padiglione a doppio tetto che si erge su un’alta base in pietra, una struttura più simile a quella dei cancelli delle fortezze, che gli conferisce un aspetto particolarmente maestoso e solenne.

Il cancello è composto da tre aperture ad arco. Il re attraversava l’arco centrale, mentre il principe ereditario e i funzionari utilizzavano le aperture laterali. All’interno del padiglione era collocata una campana, che serviva ad annunciare il passare del tempo durante la giornata.

Il cancello originale venne spostato a nord del Cancello Geonchunmun quando, durante il periodo coloniale giapponese, fu costruito il quartier generale del Governatorato Generale giapponese in Corea. In seguito, durante la Guerra di Corea, il padiglione del cancello originale venne distrutto dai bombardamenti. Nel 1968, il Cancello Gwanghwamun fu ricollocato nella posizione dell’ingresso principale del palazzo, ma come struttura in cemento, e non in legno come in origine. Solo nel 2010 il cancello è stato finalmente restaurato nella sua forma e collocazione originali, tornando a essere una struttura lignea, fedele all’aspetto storico originario.

Cancello Heungnyemun

Il Cancello Heungnyemun è il cancello interno del Gyeongbokgung. Il nome Heungnye significa “promuovere le buone norme e il decoro”, mentre il suffisso -mun indica “cancello”. In origine il cancello si chiamava Hongnyemun, ma il nome venne cambiato nel 1867, in occasione della ricostruzione del palazzo. Durante il periodo coloniale giapponese, il Cancello Heungnyemun fu demolito per consentire la costruzione del quartier generale del Governatorato Generale giapponese in Corea. Il cancello è stato ricostruito nel 2001, dopo che l’edificio del Governatorato Generale era stato abbattuto nel 1996.

Al centro del cancello scorre il torrente Geumcheon, che scende dal monte Baegaksan, e proprio nel punto centrale del corso d’acqua si trova il Ponte Yeongjegyo. Il ponte ricevette il nome Yeongjegyo durante il regno di re Sejong. Sopravvisse alle invasioni giapponesi della fine del XVI secolo senza subire danni gravi e venne riparato nel 1867, durante la ricostruzione del Palazzo Gyeongbokgung.
Anche il Ponte Yeongjegyo fu demolito insieme al Cancello Heungnyemun durante il periodo coloniale giapponese e restaurato nel 2001, tornando così alla sua forma storica originaria.

Sala Geunjeongjeon e Cancello Geunjeongmun con i corridoi


La Sala Geunjeongjeon è la sala del trono del palazzo, il luogo in cui il re celebrava le cerimonie di incoronazione, concedeva udienze ai funzionari, incontrava gli inviati stranieri e presiedeva le grandi funzioni ufficiali. Il termine Geunjeong significa “lavorare con diligenza e governare con saggezza”, mentre il suffisso -jeon indica “sala”. Si tratta della sala più grande e più solenne del Gyeongbokgung.

L’edificio, a due piani, poggia su una piattaforma a due livelli raggiungibile tramite scalinate in pietra e presenta una struttura interna aperta su un unico grande spazio.

Il cortile antistante, noto come corte reale, è pavimentato con ampie lastre di pietra sottili, come avviene anche negli altri palazzi reali. Al centro si sviluppano tre percorsi, concepiti per esprimere la dignità e la solennità del palazzo. Nel cortile sono inoltre presenti pilastri in pietra che indicavano la posizione dei funzionari statali in base al loro rango.
Agli angoli delle fondamenta e lungo le balaustre delle scale si trovano sculture raffiguranti i guardiani delle quattro direzioni cardinali, i dodici segni zodiacali e le ventotto costellazioni.

All’interno, il pavimento è composto da grandi blocchi quadrati, mentre il trono è collocato al centro del lato nord della sala. Alle sue spalle si erge un paravento dipinto con il sole, la luna e una montagna a cinque cime, simboli dell’autorità regale. Il soffitto è decorato da una coppia di draghi scolpiti, emblema del potere del sovrano.

Il Cancello Geunjeongmun si trova a sud della Sala Geunjeongjeon ed è circondato da corridoi colonnati. Presso la Sala Geunjeongjeon furono incoronati i re Jeongjong, Sejong, Sejo, Jungjong e Seonjo, mentre i re Danjong, Seongjong e Myeongjong furono incoronati al Cancello Geunjeongmun.

Sala Sajeongjeon

Il termine Sajeong significa “riflettere su un buon governo”, mentre il suffisso -jeon indica “sala”. La Sala Sajeongjeon svolgeva la funzione di sala del consiglio, dove il re discuteva regolarmente gli affari di Stato con i funzionari di corte. Qui si tenevano i briefing mattutini, le riunioni e le principali funzioni reali legate all’amministrazione del regno. Il trono è collocato all’interno della sala, come nella Sala Geunjeongjeon, e alle sue spalle si trova un paravento dipinto con il sole, la luna e una montagna a cinque cime, simboli dell’autorità reale.

Le due sale ausiliarie situate a sinistra e a destra, la Sala Manchunjeon e la Sala Cheonchujeon, sono dotate di condotti di riscaldamento sotto il pavimento. Si presume che questi edifici fossero utilizzati in tutte e quattro le stagioni. In origine, i tre edifici erano progettati per essere collegati tra loro da corridoi, ma vennero separati durante il regno di re Gojong.

Sala Sujeongjeon

Il termine Sujeong significa “attuare una buona politica”, mentre il suffisso -jeon indica “sala”. La Sala Sujeongjeon svolse la funzione di sala del consiglio durante il regno di re Gojong. L’edificio fu costruito proprio in quel periodo, in occasione della ricostruzione del palazzo.

Durante la Riforma Gabo del 1894 (trentunesimo anno di regno di re Gojong), la Camera deliberativa (Gunguk Gimucheo) ebbe sede in questo edificio. Successivamente, la sala venne utilizzata come sede del consiglio del gabinetto.

La Sala Sujeongjeon è inoltre il luogo in cui, agli inizi della dinastia Joseon, si trovava la Jiphyeonjeon. Proprio qui, durante il regno di re Sejong, venne ideato l’Hunminjeongeum, il documento che introdusse il sistema di scrittura dell’alfabeto coreano.

Nella prossima parte esploreremo il padiglione Gyeonghoeru, il basamento per le banderuole del vento, il cancello Yeongchumun, la sala Gangnyeongjeon, la sala Gyotaejeon e il tumulo di Amisan. Alla prossima!

Fonte: https://royal.cha.go.kr/