2 febbraio 2026

BENVENUTI IN KOREA: Il Palazzo Gyeongbokgung

 

Se hai visto anche solo un K-drama storico, probabilmente sei già passata davanti ai suoi portoni senza accorgertene: file di colonne rosse, tetti verdi e blu, cortili perfettamente simmetrici, laghetti con padiglioni che sembrano usciti da un dipinto. Questo è Gyeongbokgung, il “Palazzo della Grande Fortuna”: non solo il più importante dei Cinque Grandi Palazzi di Joseon, ma il cuore politico e simbolico di un intero regno.

In questo articolo non lo guarderemo solo come uno sfondo da cartolina, ma come un organismo vivo, che per secoli ha visto passare re e regine, cerimonie solenni, complotti di corte, invasioni straniere, incendi e ricostruzioni. Cammineremo tra padiglioni sul lago, sale del trono, uffici reali, residenze private e musei moderni, per capire come questo luogo abbia assorbito e restituito tutte le ferite e le rinascite della storia coreana.

Dopo aver conosciuto i sovrani e le figure chiave della dinastia, adesso entriamo finalmente nel loro “set” principale: Gyeongbokgung, il palcoscenico dove si decideva il destino del regno e dove, ancora oggi, puoi respirare in pochi passi secoli di storia, dolore e resistenza.

Uno dei Cinque Grandi Palazzi che furono costruiti dalla dinastia Joseon, fu la residenza principale e sede di governo per la maggior parte dell’epoca, ma questo lo rese anche il bersaglio di numerosi attacchi fino ai primi del XX secolo. Le prime parti di Gyeongbokgung, che si traduce come Palazzo del Principe Ereditario, furono costruite nel 1395 in quella che oggi è la zona nord di Seul, circa tre anni dopo l’ascesa al trono del re Taejo, ma il complesso continuò ad ampliarsi negli anni successivi.

Gran parte del sito oggi gode di protezione UNESCO, ma molte sezioni sono state ricostruite più volte a causa di danni sia accidentali sia intenzionali. Il primo episodio degno di nota furono gli incendi intorno al 1553, che distrussero diversi edifici principali, poi restaurati l’anno successivo.

Quello che accadde quarant’anni dopo fu però molto più difficile da superare, vale a dire le invasioni giapponesi guidate da Toyotomi Hideyoshi tra il 1592 e il 1598 (conosciute come guerra Imjin). La distruzione degli edifici a Gyeongbokgung fu così significativa che i re di Joseon lasciarono il palazzo e si trasferirono a Changdeokgung, lasciando Gyeongbokgung abbandonato per 273 anni.

La famiglia reale tornò finalmente nel 1867 e il palazzo venne riportato al suo antico splendore per volontà del Principe Reggente Heungseon, durante il regno di re Gojong. Furono restaurati trecentotrenta edifici e 5.792 stanze.

Tuttavia, quando la regina Min fu assassinata da agenti giapponesi nel 1895, re Gojong lasciò il palazzo e la dinastia Joseon non vi fece mai più ritorno. Gli anni dell’occupazione giapponese, dal 1910 in poi, videro la demolizione di molti altri edifici, spesso per recuperare materiali da utilizzare altrove, ma dal 1989 è in corso un processo di restauro e si ritiene che oggi sia stato completato circa il 40 per cento del complesso.

UN LUOGO DOVE MANGIARE
Per i banchetti di Stato e le cerimonie importanti, il Padiglione Gyeonghoeru era il posto giusto. Costruito su un lago artificiale, la struttura in legno dell’edificio poggia su 48 pilastri di pietra. A rappresentare lo yin e lo yang, i pilastri esterni sono quadrati, mentre quelli interni sono di forma cilindrica. Originariamente costruito nel 1412, fu incendiato nel 1592 e ricostruito nel 1867.

ALLOGGI DEL RE
La sala Gangnyeongjeon, costruita per la prima volta nel 1395, era la residenza principale dei re della dinastia Joseon. Come gran parte del resto del palazzo, ha subìto numerose distruzioni e ricostruzioni; l’attuale versione risale al 1994. La cresta bianca del tetto, chiamata yongmaru, non è presente su questo edificio. Si ritiene che ciò sia dovuto al fatto che yong significa “drago” e, poiché il re era anch’egli conosciuto come il drago, non poteva averne un altro sopra di sé mentre dormiva.

IL MUSEO
Oltre a tutti gli edifici storici situati all’interno del complesso di Gyeongbokgung, qui trovi anche edifici moderni. Il Museo Nazionale del Palazzo di Corea è stato trasferito qui nel 2005, ma le sue collezioni risalgono al 1908, quando nacque come Museo Imperiale Coreano presso il palazzo di Changgyeonggung. La collezione permanente del museo include registri reali e manufatti dell’epoca Joseon legati all’arte, alla musica, alla scienza e molto altro ancora.

LA SALA DEL TRONO
La sala Geunjeongjeon era il luogo in cui i re della dinastia Joseon ricevevano le udienze dei funzionari di governo e facevano dichiarazioni di rilevanza nazionale. Era anche qui che venivano accolti dignitari e ambasciatori stranieri. Sebbene costruita originariamente nel 1395, fu distrutta da un incendio nel 1592 e ricostruita nel 1867. Le pietre nel cortile, chiamate pumgyeseok, riportano segni di rango che indicavano ai funzionari il punto esatto in cui dovevano posizionarsi.

BIBLIOTECA PRIVATA
La sala Jibokjae ha una storia curiosa, perché è arrivata al palazzo di Gyeongbokgung solo nel 1891, ma in realtà è molto più antica. Dopo un incendio a Gyeongbokgung, il re si trasferì in un altro dei Cinque Grandi Palazzi, Changdeokgung. La biblioteca si trovava lì, ma poiché gli piaceva così tanto, fece trasferire l’intero edificio. Anche il suo design è unico, ispirato più all’architettura cinese e realizzato utilizzando i mattoni. 

PADIGLIONE ESAOGONALE

Il padiglione Hyangwonjeong è uno degli edifici relativamente più moderni per quanto riguarda la data della sua costruzione originaria, essendo stato eretto sotto il regno di re Gojong nel 1873. Si tratta di una struttura a due piani che sorge su un’isola artificiale al centro di un lago. Il ponte di legno che in origine collegava il padiglione alla riva nord era, all’epoca, il ponte di questo tipo più lungo della Corea. Il nome Hyangwonjeong si può tradurre approssimativamente come “Padiglione della Fragranza che si Diffonde Lontano”.

IL MUSEO DELLE TRADIZIONI POPOLARI

Il Museo Nazionale delle Tradizioni Popolari della Corea è un’altra affascinante attrazione moderna, composta da repliche di oggetti storici. Fu originariamente istituito dal governo statunitense nel 1945, dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda guerra mondiale, e nel 1946 venne collocato presso la City Administration Memorial Hall. Nel corso degli anni è stato spostato più volte e accorpato ad altre collezioni, fino a riunire circa 4.555 oggetti. È arrivato infine a Gyeongbokgung nel 1975 e si è insediato nell’edificio attuale nel 1993.

CAMERE DELLA REGINA MADRE

Nel 1865, quando la regina Sinjeong svolgeva il ruolo di reggente e di grande regina vedova, fu costruita una nuova residenza per lei. Purtroppo l’edificio bruciò due volte negli anni successivi, ma venne ricostruito nel 1888. La struttura è progettata per essere adatta a tutte le stagioni: la parte sud-orientale è più fresca in estate, mentre quella nord-orientale è più calda in inverno. È interessante notare che, tra tutte le residenze reali all’interno del complesso del palazzo, questa è l’unica ad essere sopravvissuta all’occupazione giapponese.

QUARTIERI DELLA REGINA

Proprio dietro l’edificio della camera da letto del re si trova quello della regina, la sala Gyotaejeon. Fu costruita molto più tardi, nel 1440, su richiesta del re Sejong. A causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, in quel periodo il re svolgeva sempre più spesso le proprie funzioni esecutive dal letto e, per garantire a sua moglie maggiore privacy, fece costruire una residenza apposita solo per lei. Come la sala Gangnyeongjeon, anche questo edificio fu smantellato dai giapponesi nel 1920 per recuperarne i materiali e venne ricostruito nel 1994.

UFFICIO PRINCIPALE

La sala Sajeongjeon era il principale ufficio esecutivo del re, dove si svolgevano le funzioni principali del sovrano e dei suoi funzionari. Era anche il luogo in cui si tenevano le riunioni con il governo. I due edifici che si trovano ai suoi lati utilizzano un sistema di riscaldamento a pavimento chiamato ondol, che sfrutta il fumo del legno per riscaldare la struttura muraria sopra. In questo modo, l’ufficio esecutivo restava confortevole durante tutto l’anno.

Lo sapevi?

  1. Il palazzo ospita rievocazioni di eventi storici.

Seguendo il filo dei cortili di Gyeongbokgung, abbiamo attraversato quasi cinque secoli di storia: dalle prime costruzioni sotto Taejo ai banchetti sul padiglione Gyeonghoeru, dalle notti nelle stanze del re e della regina alle giornate di lavoro nella sala Sajeongjeon, fino alle biblioteche private, ai padiglioni sul lago e ai musei che oggi custodiscono ciò che è sopravvissuto a incendi, saccheggi e occupazioni straniere. Ogni edificio porta addosso una traccia: un tetto senza yongmaru per rispetto al “drago” che dormiva sotto, una residenza della regina madre scampata all’occupazione giapponese, un museo nato in epoca coloniale e poi trasformato in custode dell’identità nazionale.

Gyeongbokgung non è solo il simbolo della regalità di Joseon, ma anche il luogo in cui si vedono chiaramente le fratture della storia: anni di abbandono, demolizioni pianificate, restauri iniziati solo nel tardo Novecento, con ancora oggi intere porzioni mancanti. Proprio da queste cicatrici architettoniche nasce il collegamento con la prossima tappa di “LA GUIDA DEFINITIVA: BENVENUTI IN KOREA”: la colonizzazione giapponese della Corea. Dopo aver camminato tra i tetti colorati del palazzo, sarà il momento di guardare da vicino il periodo in cui quei tetti sono stati abbattuti, e capire come un intero paese abbia dovuto lottare per non perdere, insieme ai suoi edifici, anche la propria memoria.

ps. In questo percorso de “LA GUIDA DEFINITIVA: BENVENUTI IN KOREA” non ho previsto altre incursioni negli altri quattro palazzi reali di Seul: per ora il focus rimane su Gyeongbokgung, che è un po’ il cuore simbolico della dinastia Joseon. Detto questo, penso che vi piacerebbe avere un approfondimento generale sugli altri palazzi (Changdeokgung, Changgyeonggung, Deoksugung e Gyeonghuigung) oppure un post dedicato a ciascuno di loro, quindi presto ci sarà una mini-serie extra a loro dedicata!

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