11 febbraio 2026

I palazzi coreani: Gyeongbokgung (2)

Come vi avevo promesso, iniziamo con l’articolo di oggi a parlare dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Il palazzo da cui partiremo è il più grande e il più famoso: Gyeongbokgung, questa è la parte 2, per vedere le altre parti cliccate su Le serie (2026). 

Inizialmente avevo pensato di realizzare uno dei miei soliti pezzi, poi però mi sono imbattuta in un sito davvero straordinario — che, tra le altre cose, vi consiglio caldamente di esplorare e che trovate alla fine dell’articolo — in cui sono raccolte tutte, ma proprio tutte, le informazioni più importanti e dettagliate sui palazzi reali coreani.

La risorsa è però disponibile esclusivamente in lingua inglese. Per questo motivo ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito: tradurre per voi le parti più significative e costruirci attorno un articolo. Dunque, per la prima volta dopo tanto tempo, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali.

Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro.

Detto questo… iniziamo!

Padiglione Gyeonghoeru

“Gyeonghoe” significa “banchetto gioioso”, mentre “-ru” è un suffisso che indica un “padiglione”. È costruito all’interno dello stagno situato nella parte occidentale dei quartieri residenziali del palazzo. In passato fungeva da luogo per grandi banchetti destinati al re, ai funzionari di corte e agli inviati stranieri. Fu concepito come giardino reale, pensato per godersi gite in barca sullo stagno e ammirare il paesaggio del monte Inwangsan e la magnificenza del palazzo.

In origine, al momento della costruzione del palazzo di Gyeongbokgung, si trattava di un piccolo padiglione, ma nel 1412 (12º anno di regno del re Taejong) lo stagno venne ampliato e fu edificato un padiglione delle dimensioni attuali. Subì interventi di restauro durante i regni di re Seongjong e Yeonsangun, ma venne distrutto da un incendio durante le invasioni giapponesi. Il Padiglione Gyeonghoeru fu ricostruito quando il palazzo di Gyeongbokgung venne restaurato nel 1867 (4º anno di regno del re Gojong).

Il primo piano del padiglione è sostenuto da 48 alti pilastri in pietra: 24 rotondi e 24 quadrati. Il secondo piano, invece, era una sala per banchetti con pavimentazione. Sulla trave del tetto a padiglione sono collocate 11 tegole decorative raffiguranti gli animali dello zodiaco, il numero più alto presente tra gli edifici della Corea.

Wind Streamer Pedestal 

Il Wind Streamer Pedestal (Punggidae) è una base su cui veniva issata una bandiera per misurare la direzione e la forza del vento. È realizzato in granito e ha un’altezza di 224,3 cm. Alla base si trova un’asta portabandiera con incisioni, sormontata da un pilastro ottagonale in pietra decorato con motivi a nuvola.

Al centro del pilastro ottagonale è presente un foro destinato all’inserimento della bandiera, mentre altri fori sono stati praticati per evitare il ristagno e l’ostruzione. All’estremità dell’asta veniva fissata una bandiera lunga e stretta, la cui forma permetteva di valutare la forza e la direzione del vento.

Porta Yeongchumun


La Porta Yeongchumun è la porta occidentale del palazzo. “Yeongchu” significa “accogliere l’autunno”, mentre “-mun” è un suffisso che indica “porta”. In complementarità con il nome della Porta Geonchunmun, situata a est, la Porta Yeongchumun fu costruita in modo da rispecchiare i significati simbolici tradizionalmente associati all’“ovest”.

Questa porta era utilizzata principalmente dai funzionari civili e militari di corte, in particolare da coloro che lavoravano negli edifici amministrativi situati nella parte occidentale del complesso. L’attuale porta in cemento è stata restaurata nel 1975.

Sala Gangnyeongjeon


La Sala Gangnyeongjeon, insieme alla Sala Gyotaejeon, costituiva i quartieri residenziali del re e della regina. In particolare, era la camera da letto del re; “Gangnyeong” significa infatti “stare bene ed essere in salute”, mentre “-jeon” è un suffisso che indica “sala”. In questo edificio il re gestiva la sua vita quotidiana, leggeva e si riposava. Talvolta convocava segretamente i funzionari di corte nei suoi alloggi per discutere questioni di Stato.

La sala è composta da nove ambienti disposti a forma di griglia. Il re utilizzava la stanza centrale, mentre le dame di corte occupavano le altre stanze che circondavano la camera reale. Davanti all’edificio si trova un’ampia piattaforma in pietra, e il tetto è privo di colmo.

Nel 1917 la sala fu demolita per recuperare legname da utilizzare nella ricostruzione dei quartieri residenziali andati distrutti da un incendio, tra cui Daejojeon e Huijeongdang, nel palazzo di Changdeokgung. L’attuale Sala Gangnyeongjeon è stata ricostruita nel 1995.

La sala è circondata da edifici annessi, tra cui Gyeongsungjeon, Yeonsaengjeon, Uengjidang e Yeongildang.

Sala Gyotaejeon e tumulo di Amisan


La Sala Gyotaejeon, insieme alla Sala Gangnyeongjeon, costituiva i quartieri residenziali del re e della regina. In quanto alloggio notturno della regina, “Gyotae” significa “l’armonia tra cielo e terra, lo yin e lo yang che portano la pace”, mentre “-jeon” è un suffisso che indica “sala”. La Sala Gyotaejeon è chiamata anche “Junggungjeon”, ossia “sala centrale del palazzo”, poiché rappresentava gli alloggi della regina situati nella parte centrale del complesso reale.

Si presume che la sala sia stata costruita nel 1440 (22º anno di regno del re Sejong). Come la Sala Gangnyeongjeon, il tetto è privo di colmo, e l’edificio non presenta una piattaforma frontale.

Nel 1917 la sala fu demolita per recuperare legname da utilizzare nella ricostruzione dei quartieri residenziali andati distrutti da un incendio, tra cui Daejojeon e Huijeongdang, nel palazzo di Changdeokgung. L’attuale Sala Gyotaejeon è stata ricostruita nel 1995.

A ovest della sala si trova l’osservatorio astronomico Heumgyeonggak. Sempre sul lato occidentale sorge l’edificio annesso Hamwonjeon, dove in passato si svolgevano cerimonie buddhiste.

Dietro la sala si estende il Tumulo Amisan, il giardino posteriore della regina. Il giardino offre uno scenario suggestivo, con un’aiuola terrazzata e un camino (considerato un tesoro) collegato al parco tramite un condotto sotterraneo per il fumo. Su quattro camini esagonali sono incisi i Quattro Piante Graziose e i Dieci Simboli della Longevità, con funzione apotropaica, per scacciare gli spiriti maligni e invocare una lunga vita.

Al prossimo approfondimento!