13 febbraio 2026

Even If This Love Disappears Tonight: Il cuore che ricorda anche quando la memoria no

 

Appena conclusa la visione di Even If This Love Disappears Tonight, ho capito che avrei dovuto parlarvene. Ero in cerca di qualcosa da guardare su Netflix ieri sera quando mi sono imbattuta in questo incantevole poster coreano: un ragazzo e una ragazza che si guardano, illuminati dal tramonto, con l’acqua cristallina sullo sfondo. Ho percepito subito qualcosa di caloroso, confortante e romantico, così ho iniziato il film senza esitazioni. Non mi sarei mai aspettata, però, che quella visione delicata e sognante si sarebbe rivelata tutt’altro. Il film racconta una storia d’amore dolce e allo stesso tempo profondamente dolorosa tra una studentessa delle superiori affetta da amnesia anterograda — una condizione che le azzera i ricordi ogni volta che si addormenta — e un ragazzo apparentemente “normale”, intrappolato in una quotidianità monotona e priva di slanci. L’opera è tratta dal romanzo omonimo Anche se questo amore scompare dal mondo stasera. In precedenza, era stato realizzato anche un film giapponese, ma questa versione non è un remake: è un’opera autonoma che condivide la stessa storia originale, ma la rilegge con una sensibilità propria.

I due protagonisti, così diversi eppure così simili, vivono questo sentimento con una sincerità disarmante. Sono quasi complementari: innocenza e resilienza si intrecciano, amore sincero e paura si completano, confusione e calore diventano un tutt’uno. Il film attraversa una vasta gamma di emozioni con una delicatezza rara, senza mai forzarle. Ma ciò che mi ha colpita più di tutto è stata la condizione della protagonista. La protagonista femminile vive con un’amnesia anterograda che le fa perdere ogni giorno i ricordi del giorno precedente. È una condizione reale, anche se una forma così estrema è difficilmente riscontrabile nella vita quotidiana. Per chi conosce l’argomento, potrebbe apparire a tratti come un espediente narrativo; eppure, il messaggio simbolico che questa scelta veicola è straordinariamente efficace. A livello profondo, infatti, il vero problema non è l’amnesia, ma il vivere sapendo che ogni legame è destinato a svanire. La protagonista non può costruire una continuità narrativa della propria vita: ogni giorno è un reset, ogni emozione è precaria. Per questo la vediamo vivere con cautela, proteggersi dall’intensità, ridurre la vita a qualcosa di “gestibile”. Ed è proprio qui che il film diventa quasi crudele: le fa incontrare qualcuno che, invece, rende la vita degna di essere ricordata.

Il protagonista maschile ha un ruolo simbolico fondamentale. Impara ad amare sapendo che verrà dimenticato, che non riceverà mai un riconoscimento nel tempo per ciò che prova. Eppure, sceglie di esserci. Il suo diventa il volto di un cuore che si offre pur sapendo che scomparirà. Questa scelta ribalta uno dei cliché più abusati delle storie romantiche: non “il nostro amore durerà perché è autentico”, ma l’opposto. Il nostro amore è autentico perché sappiamo che non durerà, e nonostante questo lo viviamo intensamente, costi quel che costi. Il film, da questo punto di vista, non romanticizza l’amore: ne abbraccia le imperfezioni così come sono. Spesso pensiamo all’amore come a qualcosa che “ci lasciamo alle spalle”; qui, invece, viene ridefinito come qualcosa che consegniamo. E questa consegna è già completa, indipendentemente dall’esito. In questo contesto, il diario assume un valore profondamente simbolico. Non serve solo a ricordare, ma a testimoniare: “sì, sei stata felice”, “sì, sei stata amata”, “sì, sei stata viva”, anche se la protagonista non potrà ricordarlo mai.

Il messaggio del film è semplice e allo stesso tempo enorme nella sua profondità: se è vero che la memoria è fragile e che l’identità può essere instabile, è altrettanto vero che le emozioni lasciano tracce più profonde del ricordo cosciente. È qualcosa con cui possiamo entrare in relazione tutti, anche senza condividere la condizione della protagonista. Il paradosso è delicatissimo ed estremamente efficace: si può dimenticare una persona, ma non ciò che ha smosso dentro di noi. Il corpo ricorda, il modo di reagire ricorda, la malinconia mattutina ricorda. Il cuore ricorda, anche quando la memoria non può.

La frase «Le cicatrici non scompaiono. Ma il dolore non dura per sempre. Se tutti ti stanno dimenticando poco a poco, allora io proverò a ricordarti poco a poco» racchiude perfettamente il messaggio morale del film: l’amore non riguarda l’essere ricordati per sempre, ma la scelta di ricordare — anche solo per un istante — con coraggio. La memoria non è l’unico modo per dare senso alla vita. A volte basta che qualcosa sia accaduto, anche se nessuno lo ricorderà.

Il finale ci lascia con una riflessione preziosa: non tutto ciò che perdiamo è stato inutile. Anche se non dovessimo ricordare il nostro passato, oggi vale comunque la pena vivere pienamente.