25 febbraio 2026

I palazzi coreani: Gyeongbokgung (4)

Come vi avevo promesso, iniziamo con l’articolo di oggi a parlare dei cinque grandi palazzi coreani, tutti situati a Seul e risalenti alla Dinastia Joseon. Il palazzo da cui partiremo è il più grande e il più famoso: Gyeongbokgung, questa è la parte 4, per vedere le altre parti cliccate su Le serie (2026). 

Inizialmente avevo pensato di realizzare uno dei miei soliti pezzi, poi però mi sono imbattuta in un sito davvero straordinario — che, tra le altre cose, vi consiglio caldamente di esplorare e che trovate alla fine dell’articolo — in cui sono raccolte tutte, ma proprio tutte, le informazioni più importanti e dettagliate sui palazzi reali coreani.

La risorsa è però disponibile esclusivamente in lingua inglese. Per questo motivo ho deciso di fare qualcosa di diverso dal solito: tradurre per voi le parti più significative e costruirci attorno un articolo. Dunque, per la prima volta dopo tanto tempo, le parole che leggerete non saranno completamente mie, ma traduzioni fedeli e accurate delle informazioni ufficiali.

Credo sinceramente che meglio del sito ufficiale dedicato ai palazzi e alle tombe reali coreane non ci sia nessuno in grado di restituire la bellezza, la complessità e il significato profondo di questi luoghi. È proprio per questo che ho optato per questa scelta, anche se diversa dal mio solito modo di scrivere, e spero che possiate comunque apprezzare il lavoro che c’è dietro.

Detto questo… iniziamo!

Padiglione Hyangwonjeong

“Hyangwon” significa “il profumo si diffonde lontano” e “-jeong” è un suffisso che indica un “padiglione”. In origine, il padiglione Chuirojeong fu costruito in quest’area durante il regno di re Sejo. Nel 1873, quando re Gojong fece costruire il Palazzo Geoncheonggung, fece scavare a sud uno stagno (Hyangwonji), creando al centro un isolotto su cui venne edificato un padiglione esagonale a due piani. Il ponte di legno che vi conduceva si chiamava Chwihyanggyo, che significa “inebriarsi del profumo”. Inizialmente il ponte era progettato ad arco ed era di colore bianco. Dopo essere stato distrutto durante la Guerra di Corea, nel 1953 fu restaurato a sud del padiglione Hyangwonjeong. Tra il 2017 e il 2020, in occasione dei lavori di restauro del padiglione Hyangwonjeong, il ponte Chwihyanggyo è stato ricollocato nella sua posizione originale. La fonte dello stagno è una sorgente che scende dalla montagna situata a nord-ovest del ponte. L’acqua confluisce infine nello stagno dove si trova il padiglione Gyeonghoeru.

Palazzo Geoncheonggung

Il Palazzo Geoncheonggung era la residenza del re e della regina, costruita nel 1873 (decimo anno di regno di re Gojong). “Geoncheong” significa “cielo limpido”, mentre “-gung” è un suffisso che indica “palazzo”. Si trattava di una residenza situata sul lato nord del Palazzo Gyeongbokgung. La struttura seguiva l’architettura tipica della dimora di uno studioso, ad eccezione di alcune decorazioni più elaborate. Il complesso era composto dalla Sala Jangandang, destinata al re, e dalla Sala Gonnyeonghap, destinata alla regina, collegate tra loro da corridoi. Re Gojong e sua moglie, la regina Myeongseong, vi abitarono per quasi dieci anni. Tuttavia, dopo che assassini giapponesi uccisero brutalmente la regina Myeongseong a Okhoru, la veranda sopraelevata della Sala Gonnyeonghap, nel 1895, re Gojong fu costretto l’anno successivo a trasferirsi presso la Legazione Russa. La residenza fu demolita nel 1909. Durante il periodo coloniale giapponese venne costruito sul sito un museo d’arte, che fu anch’esso distrutto. Solo nel 2007 la residenza è stata restaurata riportandola all’aspetto attuale.

Sala Jibokjae

“Jibok” significa “raccogliere preziosi tesori come la giada”. La Sala Parujeong si trova sul lato sinistro della Sala Jibokjae, mentre la Sala Hyeopgildang si trova sul lato destro. In origine, questi edifici erano padiglioni separati della Sala Hamnyeongjeon nel Palazzo Changdeokgung. Furono trasferiti al Palazzo Gyeongbokgung nel 1891 (28º anno di regno di re Gojong), quando il sovrano spostò la sua residenza ufficiale a ovest del Palazzo Geoncheonggung. Re Gojong utilizzava questi edifici come biblioteca e come sala delle udienze per ricevere gli inviati stranieri. Lo stile architettonico della Sala Jibokjae si distingue notevolmente da quello degli altri edifici del palazzo, mostrando una forte influenza dell’architettura cinese. All’esterno appare come un edificio a un solo piano, ma all’interno è strutturato su due livelli. La Sala Parujeong è un padiglione ottagonale con motivi floreali e di tralci scolpiti nella parte superiore dei pilastri e finestre in vetro. La Sala Hyeopgildang è un edificio tradizionale della dinastia Joseon, dotato di ondol (sistema di riscaldamento a pavimento) per il riposo. I tre edifici sono collegati tra loro da corridoi. La Sala Jibokjae è l’unico edificio del Palazzo Gyeongbokgung a possedere un’insegna verticale.

Sala Taewonjeon

La Sala Taewonjeon si presume sia stata costruita nel 1868 (5º anno di regno di re Gojong). Il nome “Taewon” significa “cielo”, mentre “-jeon” è un suffisso che indica “sala”. L’edificio fungeva da santuario che custodiva il ritratto di re Taejo, fondatore della dinastia Joseon. Successivamente venne utilizzato per conservare le tavolette funerarie dopo la morte della regina Sinjeong e della regina Myeongseong. Nelle vicinanze del santuario si trovano edifici annessi: Mungyeongjeon e Gongmukjae, oltre a Yeongsajae, destinato alle processioni reali. Mungyeongjeon era utilizzato anche come Honjeon, ossia la sala in cui venivano custodite le tavolette funerarie di re e regine fino al loro trasferimento al Santuario Jongmyo. La Sala Taewonjeon fu smantellata durante il periodo coloniale giapponese. Negli anni Sessanta l’area si trovava nei pressi della Cheongwadae (Casa Blu), dove erano situati il Comando della Difesa della Capitale e il Servizio di Sicurezza Presidenziale; entrambi si trasferirono nel 1993. L’edificio attuale è stato ricostruito nel 2006.

Porta Sinmumun


La Porta Sinmumun è la porta settentrionale del Palazzo Geoncheonggung. Il nome “Sinmu” significa “arti marziali e coraggio” e richiama anche la “tartaruga nera mistica”, animale leggendario che protegge il lato nord. La porta fu costruita nel 1433 (15º anno di regno di re Sejong) e assunse il nome attuale nel 1475 (6º anno di regno di re Seongjong). Non era una porta molto utilizzata, ma il re vi transitava quando partecipava allo Hoemaengje, una cerimonia in cui i sudditi meritevoli giuravano fedeltà. Durante il regno di re Yeongjo, quando si celebravano i riti commemorativi in onore di sua madre, Sukbin, l’area del Palazzo Gyeongbokgung accessibile attraverso questa porta veniva utilizzata come percorso verso Yuksanggung (in seguito Chilgung), il santuario che custodiva la sua tavoletta commemorativa.

Al prossimo approfondimento!