26 gennaio 2026

BENVENUTI IN KOREA: I Coreani di Joseon

 

Dopo aver messo in fila date, guerre, trattati e rivolte nella timeline di Joseon, adesso è il momento di fare zoom sui volti. Perché una dinastia non è fatta solo di palazzi e confini che cambiano, ma di persone in carne e ossa che hanno preso decisioni, scritto libri, dipinto quadri, curato malati, sfidato potenze straniere o semplicemente provato a vivere secondo gli ideali del loro tempo.

Al centro di questo articolo c’è Sejong il Grande, il “re filosofo” che ha cambiato per sempre il modo di leggere, scrivere e pensare in Corea. Intorno a lui, però, si muove un piccolo “pantheon” di figure affascinanti: studiosi esiliati che continuano a scrivere, pittrici e poeti che lasciano il segno in un mondo dominato dagli uomini, scienziati che misurano il tempo e la pioggia, sovrani e sovrane che pagano a caro prezzo le loro scelte politiche.

Quello che segue non è un elenco scolastico di biografie, ma una piccola galleria di personaggi: un modo per dare nomi, volti e storie a quella dinastia Joseon che nei K-drama vediamo spesso solo come sfondo, tra hanbok perfetti e palazzi illuminati.

SEJONG IL GRANDE - Il re filosofo che riscrisse la storia del suo Paese con una visione moderna. La stabilità del regno di Sejong fu però di breve durata, perché la dinastia Joseon scivolò in lotte interne. Ricordato soprattutto con l’epiteto di “il Grande”, il re Sejong era noto per nominare funzionari statali provenienti da tutte le classi sociali.

La dinastia Joseon attraversò una piccola crisi dinastica sotto il re Taejong. Egli considerava il figlio maggiore inadatto alla successione, ma quando l’erede fu rimosso dal suo ruolo, il secondo figlio di Taejong non ne volle sapere: fuggì in un monastero e dichiarò la sua intenzione di diventare monaco. Questo lasciò il terzo figlio di Taejong come erede inatteso. Fortunatamente, Sejong si rivelò una scelta ispirata.

Taejong garantì la successione di Sejong ripulendo il palazzo da ogni oppositore e abdicando anzitempo. Una volta salito al trono, il nuovo re Sejong si accanì innanzitutto contro i suoi critici principali: i buddhisti. Ridistribuì le terre dei templi e chiuse cinque delle sette scuole buddhiste. Al loro posto, l’idea cinese del confucianesimo divenne la fede “scelta”.

Sotto il suo regno si verificò un vero e proprio Rinascimento coreano, con numerosi progressi tecnologici e la fondazione, nel 1420, di un istituto reale di ricerca, la Sala degli Uomini Illustri per finanziare e incoraggiare la ricerca. Nonostante le numerose menti brillanti al suo servizio, forse il risultato più grande del regno di Sejong, un nuovo sistema di scrittura fonetico, arrivò dalla penna del re stesso.

Con l’invenzione di Sejong, la scrittura coreana non era più un derivato complicato e difficile da apprendere dei caratteri cinesi, ma una soluzione su misura che aumentò i livelli di alfabetizzazione in Corea. La Corea moderna e orientata alla tecnologia di Sejong divenne una sorta di “tigre economica” ante litteram.

Furono introdotte nuove tecniche agricole che beneficiavano di invenzioni coreane, come orologi ad acqua e meridiane più precisi. Grazie all’aumento delle scorte alimentari, la Corea visse un boom economico. Sejong stimolò ulteriormente la crescita sostituendo l’economia basata sul baratto con un modello fondato su una moneta nazionale, il tongbo.

Usando queste nuove monete, Sejong introdusse un nuovo sistema di tassazione e ne utilizzò i proventi per finanziare uno stato sociale che arrivava persino a pagare il congedo di maternità per le serve impiegate negli uffici pubblici.

Con le riforme di Sejong, la Corea divenne un bersaglio allettante per le potenze straniere, in particolare per la Cina Tang. Per difendere i suoi confini, Sejong rafforzò l’esercito, incoraggiando le sue truppe a fare uso di nuove tecnologie come cannoni e polvere da sparo. Scacciò i pirati giapponesi che creavano problemi sulle isole nello stretto di Tsushima e fece guidare ai suoi generali spedizioni verso nord. Negli ultimi anni di vita il re fu spesso malato, e fu quindi suo figlio, il principe ereditario Munjong, ad agire come suo reggente.

 Lo sapevi?

  1. La capitale amministrativa della Corea del Sud, Sejong City, è una città autonoma che prende il nome dal re.
  2. Sejong è raffigurato sulla banconota da 10.000 won in Corea.
  3. La statua di Sejong a Seoul è uno dei monumenti più famosi della capitale sudcoreana.
  4. Molti nobili si opposero al nuovo sistema di scrittura di Sejong, temendo una reazione da parte dei contadini, che sarebbero diventati alfabetizzati.
Sejong il grande però è solo una delle figure più affascinanti della dinastia, scopriamone altre:

  1. JEONG YAK-YONG (1762–1836) Ricordato di solito con il suo nome di penna, Dasan, Jeong Yak-yong è stato uno dei più grandi pensatori della dinastia Joseon. Superò l’esame statale diventando alto funzionario all’età di 28 anni e fu consigliere fidato e confidente del re Jeongjo, che gli chiese di progettare la Fortezza di Hwaseong. Nel 1801 Yak-yong fu accusato di avere legami con i cattolici e, a causa delle manovre dei suoi rivali, venne esiliato a Gangjin, nella provincia di Jeolla del Sud, dove rimase per i successivi 18 anni. Tuttavia, proprio durante l’esilio scrisse molte delle sue opere principali, concentrandosi su temi come politica, etica e riforma.
  2. KIM HONG-DO (c. 1745 – c. 1806) Conosciuto anche con il suo nome d’arte Danwon, Kim Hong-do fu un celebre pittore di corte della dinastia Joseon. Dipinse paesaggi, animali, ritratti e soggetti buddhisti e taoisti, ma le sue opere più famose sono i dipinti di genere, incentrati sulla classe lavoratrice e sulle attività quotidiane della gente comune. Queste scene vivaci e spontanee furono molto ammirate per la naturalezza con cui ritraevano le emozioni, e a Hong-do viene ampiamente riconosciuto il merito di aver inaugurato una nuova tendenza nell’arte di Joseon.
  3. HEO JUN (1546–1615)  Heo Jun fu un celebre medico e studioso alla corte del re Seonjo. Gli venne affidato il compito di realizzare un’enciclopedia delle conoscenze mediche che potesse essere pubblicata e messa a disposizione del popolo, ma dopo la morte di Seonjo, nel 1608, fu esiliato a causa dell’invidia di alcuni funzionari. Nonostante ciò, Heo Jun continuò il progetto in privato e compose il Dongui Bogam, considerato il testo fondamentale della medicina tradizionale coreana, che continua ancora oggi a influenzare la medicina dell’Asia orientale.
  4. RE TAEJO (1335–1408) Dopo aver rovesciato con successo la dinastia Goryeo attraverso un colpo di stato, il generale Yi Seong-gye fondò la nuova dinastia Joseon come re Taejo nel 1392. La sua ascesa segnò l’affermazione del neoconfucianesimo e un miglioramento dei rapporti con la dinastia Ming in Cina, che in precedenza aveva sostenuto la sua fazione a corte durante il periodo Goryeo. Nel 1398 Taejo abdicò, ormai esasperato dalle lotte tra i suoi figli per la successione. Morì dieci anni dopo, nel palazzo di Changdeokgung.
  5. HEO NANSEOLHEON (1563–1589) Heo Nanseolheon fu una poetessa di straordinario talento che, a soli otto anni, scrisse Iscrizioni sulla trave del padiglione di giada bianca nel palazzo di Gwanghan, considerata un’opera di genio poetico. Gran parte della sua poesia fu profondamente influenzata dalla sua vita, in particolare dal suo matrimonio infelice, ma la sua produzione venne tragicamente interrotta quando morì all’età di 27 anni. Nanseolheon aveva chiesto al fratello, Heo Gyun, di bruciare le sue poesie dopo la sua morte ma, fortunatamente, lui non le distrusse tutte. Le opere superstiti furono pubblicate postume e divennero popolari in Cina e in Giappone nel XVIII secolo.
  6. IMPERATRICE MYEONGSEONG (1851–1895)  La regina Min, consorte del re Gojong, si oppose al controllo giapponese sulla Corea di Joseon dopo la vittoria del Giappone nella Prima guerra sino-giapponese. Cercò di contrastare le ambizioni imperialiste giapponesi promuovendo una politica filorussa e, per questo, fu considerata una minaccia dal Giappone e dai suoi piani di annessione della Corea. Nell’ottobre 1895 la regina venne brutalmente assassinata nel palazzo di Gyeongbokgung e il suo corpo fu bruciato, lasciando il paese sotto shock. Dopo la proclamazione dell’Impero di Corea da parte del marito, le fu conferito postumamente il titolo di imperatrice Myeongseong.
  7. SHIN SAIMDANG (1504–1551)  Considerata una delle donne più famose della storia coreana, Shin Saimdang fu scrittrice, artista e calligrafa, ricordata soprattutto per i suoi delicati dipinti, che raffiguravano paesaggi, insetti e piante. Suo padre si assicurò che ricevesse un’istruzione solitamente riservata ai ragazzi e, quando combinò il suo matrimonio, scelse un marito che non ostacolasse la sua arte. Nel 2009 è diventata la prima donna a comparire su una banconota coreana. Saimdang è inoltre celebrata come modello di ideali confuciani e suo figlio, Yi I, divenne un importante studioso confuciano.
  8. ANG YEONG-SIL (c. 1390 – c. 1443)  Considerato uno dei più grandi scienziati e inventori di Joseon, Jang Yeong-sil era un contadino che riuscì a scalare i ranghi del governo fino a diventare capo ingegnere di corte sotto il re Sejong. Contribuì allo sviluppo delle armi coreane e realizzò numerose invenzioni, tra cui un globo celeste, una meridiana e un orologio ad acqua a scatto automatico, che divenne il riferimento per la misurazione del tempo in tutto il Paese. Nel 1441 sviluppò la sua invenzione più famosa, il cheugugi, un pluviometro per misurare la quantità di pioggia.

Lo sapevi?

  1. Per rompere ulteriormente i legami con la precedente dinastia, Taejo istituì una nuova capitale nella piccola città di Hanyang, oggi conosciuta come Seoul.
  2. Esiste un parco commemorativo dedicato a Heo Nanseolheon e a suo fratello Heo Gyun a Gangneung, la città in cui sono nati.
  3. Dopo aver proclamato ufficialmente l’Impero coreano nel 1897, l’imperatore Gojong riuscì finalmente a concedere a sua moglie il funerale di stato che meritava.

Mettendo in fila le vite di Sejong il Grande, dei pensatori, degli artisti, dei medici e delle figure politiche di Joseon, la dinastia smette di essere solo una sequenza di date: diventa una rete di persone che hanno lasciato tracce concretissime nella Corea di oggi. Alcuni li ritroviamo sulle banconote, altri nei manuali di medicina, altri ancora nei parchi commemorativi o nelle pagine dei romanzi storici. Tutti, però, hanno condiviso uno stesso sfondo: i palazzi reali, le mura della capitale, i corridoi in cui si decideva il destino del regno.

E proprio da qui ripartiremo nella prossima tappa di “LA GUIDA DEFINITIVA: BENVENUTI IN KOREA”: dal luogo che più di ogni altro racchiude le loro storie, il Palazzo Gyeongbokgung. Dopo aver conosciuto i volti della dinastia, andremo a esplorare il “palcoscenico” in cui hanno vissuto, regnato, studiato, complottato e, a volte, trovato la loro fine. Perché capire Joseon significa anche camminare,almeno con la fantasia, tra i cortili, i padiglioni e i tetti colorati che ancora oggi custodiscono la memoria di queste vite.

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